Annozero punta i riflettori sull’Università di Messina

Alberi genealogici delle parentele tra i vari livelli di docenti, fitti fino quasi al 30% di casi di omonimia: questo il punto centrale dell’inchiesta nella quale la trasmissione di Michele Santoro ha coinvolto l’Ateneo peloritano quale simbolo della parentocrazia che regna nelle università italiane. Sotto accusa l’ex Preside di Veterinaria Battesimo Macrì e le Facoltà di Medicina e Giurisprudenza. Il rettore Tomasello, già prima della trasmissione, aveva anticipato che i casi di concreto legame tra i docenti, compresi quelli non più in vita, non toccano che il 17% del totale, mentre per il resto si tratta di meri casi di omonimia. Il Magnifico ha poi evidenziato come la ricerca peloritana sia in netta controtendenza rispetto al trend negativo del paese, grazie al reale valore di ricercatori e professori.

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