Wikipedia oscura le pagine italiane. Domani il voto sulla riforma del Copyright

25 Marzo 2019 Attualità What's Up
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Wikimedia, l’associazione che sostiene l’enciclopedia libera, ha fatto sapere che: “dalle 8 di oggi, per 24 ore, le voci non saranno accessibili, ma rimanderanno a un banner informativo sulla riforma del diritto d’autore, in vista del voto in plenaria dal Parlamento europeo”

La pagina italiana di Wikipedia è stata quindi oscurata in vista del voto sulla riforma del copyright del 26 marzo.

Il silenzio di Wikipedia è la risposta a questo silenzio

Wikimedia ha comunicato che: “la comunità si è schierata nuovamente a favore di una forte azione di protesta, volta a far sapere al maggior numero possibile di cittadini come la nuova Direttiva potrà influire negativamente sulla libertà di espressione e la partecipazione online”.

“Altre quattro versioni linguistiche di Wikipedia – in tedesco, slovacco, ceco e danese – sono già state oscurate per gli stessi motivi nella giornata di giovedì 21 marzo. Oggi si sono unite quella in catalano, gallego asturiano e italiano, mentre nella giornata di sabato 23 marzo si sono svolti in tutta Europa cortei di protesta contro le restrizioni alla Rete aperta introdotte dalla Direttiva”, aggiunge la società.

“Nell’iter di approvazione della normativa diversi europarlamentari e mezzi di informazione hanno taciuto sui dubbi di migliaia di persone e organizzazioni, limitandosi a magnificare i punti che faranno piacere ad alcuni degli attori in gioco” commenta il portavoce di Wikimedia Italia, Maurizio Codogno. “Ora, con un testo definitivo che nella parte relativa all’obbligo di nuove licenze è ancora peggiore, la strategia scelta è evitare del tutto di parlarne. Il silenzio di Wikipedia è la risposta a questo silenzio. Wikimedia Italia invita tutti ad attivarsi a sostegno dell’azione dei volontari, scrivendo o contattando i nostri rappresentanti in Parlamento europeo, per invitarli a non votare a favore di una riforma che porrà forti limitazioni alla diffusione della conoscenza aperta e alla libertà di espressione in Rete”.

Marco Inferrera