#Sanremo2019: Viva i duetti. E abbasso i fischi

9 Febbraio 2019 What's Up
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Claudio Baglioni l’aveva annunciata come la serata più ricca dell’intero Festival e non ha avuto tutti i torti. Il venerdì dei duetti è filato via piacevolmente, con molte sorprese positive e qualche defaillance, compreso l’evitabilissimo siparietto trash tra Bisio e Ligabue. A vincere il premio speciale della serata il duo Motta/Nada, per decisione (contestata dal pubblico, sull’argomento entreremo in dettaglio tra poco) della giuria d’onore presieduta da Mauro Pagani.
Questa sera il gran finale, secondo noi sono sei gli artisti che, a torto o a ragione, si giocano vittoria e podio: Ultimo, Irama, Simone Cristicchi, Daniele Silvestri, Loredana Bertè e Il Volo. Ancora qualche ora e sapremo.

Adesso il nostro ormai quotidiano appuntamento con le pagelle flash e random della serata precedente:

Daniele Silvestri/Rancore/Manuel Agnelli 8:
Classe ed emotività. Probabilmente con Agnelli a pieno titolo in gara con Silvestri e il povero fantasma (suo malgrado) Rancore avrebbero ottenuto di più. Non a caso la versione radio di Argento vivo è quella presentata ieri sera, con la partecipazione del frontman degli Afterhours, tra gli autori del pezzo.

Ligabue sul “trono”

Ligabue 4,5:
Media esatta tra l’incommentabile pantomima con Bisio (3) e la sua esibizione (6) che non è stata certo delle migliori. Si è un po’ ripreso con Dio è morto, insieme a Baglioni, ma dal Liga ci si attendeva decisamente qualcosa di più.

Achille Lauro/Morgan 9:
La vera sorpresa della serata, peccato si siano esibiti per ultimi. Punkettari, irriverenti, con un feeling difficile da pronosticare a priori. E, da non sottovalutare, una delle poche canzoni che al giorno d’oggi si adatta alla voce (andata) di Morgan.

Anna Foglietta 7:
Ma non poteva presentarlo lei Sanremo, invece di relegarla al Dopofestival?

Ex Otago/Jack Savoretti 6,5:
Aggiungiamo anche il pezzo della band genovese come probabile tormentone radiofonico. E l’inglese di Savoretti, pur non stravolgendolo, lo completa.

Patty Pravo/Briga/Giovanni Caccamo 3:
Mi avvalgo della facoltà di non scrivere a riguardo.

Ghemon/Calibro 35/Diodato 7:
Diodato ricambia il favore a Ghemon per il Festival 2018 e insieme ai Calibro 35 mettono su un’esibizione convincente. A parte, ovviamente, per l’outfit di Ghemon, che si candida ufficialmente ad essere il Cher italiano.

Anastasio 7:
Non annunciato, fa il suo esordio all’Ariston a completamento del monologo di Bisio sul rapporto padre-figlio. E tiene la scena come un veterano.

Zen Circus/Brunori 8,5:
Un’ulteriore gemma (Brunori) ad impreziosire la migliore canzone di questa edizione di Sanremo.

Nada e Motta (contenuto RaiPlay.it)

Motta/Nada 7:
Vincitori, a sorpresa, della serata, l’affiatamento tra i due sembra non essersi mai interrotto, dopo anni di lavoro insieme. Personalmente non avrei fatto vincere loro, ma la decisione della giuria d’onore è comunque un segnale ultrapositivo.

Il pubblico dell’Ariston 2:
Standing ovation in saldo e vergognosi fischi a Motta e Nada mentre ritirano il premio della vittoria della serata dei duetti. “Venite pure avanti, voi con il naso corto. Signori imbellettati, io più non vi sopporto. Infilerò la penna ben dentro al vostro orgoglio, perché con questa spada vi uccido quando voglio”.

Matteo Soraci

(Foto di Enrico Di Giacomostampalibera.it)