#Sanremo2019: Giro di boa indolore

8 Febbraio 2019 What's Up
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Tiene ancora botta il Festival, arrivato al giro di boa senza grandi scossoni (anche se qualcuno giura che all’interno la tensione si tagli col coltello) ma con la paura del flop ormai scampata. Terza serata filata via tra una strepitosa Virginia Raffaele nello sketch del grammofono (voto 8) ma ridimensionata poco dopo dall’incomprensibile (per chi vi scrive) duetto con Bisio sull’endrighiana Ci vuole un fiore (voto n.c.) e Venditti, Raf e Tozzi che hanno fatto cantare tutto l’Ariston, con il pubblico che per non scontentare nessuno continua a fare una standing ogni quarto d’ora. Da sottolineare anche l’omaggio-promozione a Mia Martini, in occasione del biopic che sarà trasmesso la prossima settimana su RaiUno, con una notevole Serena Rossi (7,5), interprete di Mimì, che ha cantato, decisamente bene, dal vivo Almeno tu nell’Universo.
Oggi serata di duetti, spesso la più interessante dal punto di vista musicale. Attendiamo fiduciosi.

Ecco le nostre pagelle flash e random della serata di ieri:

Antonello Venditti

Antonello Venditti 7,5:
Gli si perdona tutto, anche l’errore in Sotto il segno dei pesci.

Irama 6,5:
Palesi problemi di ritorno in cuffia, ma nonostante tutto se la cava e non affonda. Si candida al podio finale.

Paolo Cevoli 4:
Quante risate vi ha strappato? A me mezza. E non era una risata, ma un sorriso abbozzato.

Simone Cristicchi 7,5:
Si commuove in seguito alla standing ovation decretata dall’Ariston. E per una volta siamo d’accordo col pubblico.

Alessandra Amoroso 5:
Misteriosamente accreditata come superospite, non delude sul palco e strappa applausi. Peccato come quel vestito abbia rovinato tutto.

Mahmood 7:
Interessantissima crasi tra il timbro arabeggiante della sua voce e sonorità occidentali, l’impressione è che sia tutto tranne che una meteora.

Raf/Tozzi 7:
Effetto training di Kevin Kline in In&Out: come si può stare fermi o non cantare di fronte a Gloria e Il battito animale? Peccato per il botulino di Tozzi, che è costato mezzo punto. Raf invece è il Dorian Gray della musica italiana, per la gioia dei suoi fan e l’invidia di noi comuni mortali.

Matteo Soraci

(Foto di Enrico Di Giacomostampalibera.it)