Pillole dissidenti – Caravaggio e l’orticaria

19 Dicembre 2018 Blog
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Vi ricordate quando eravate ragazzi e ascoltavate De André e Guccini per farvi una cultura? No? Be’, forse perché non è successo. L’attacco polemico è necessario perché mi sta venendo l’orticaria in questi giorni leggendo l’ipocrisia di tanti. La notizia di oggi (almeno io l’ho letta oggi) è che Amazon ha pubblicato la classifica di libri e dischi più acquistati con i voucher 18App, per dirla terra terra il cosiddetto “bonus cultura”.

Questo è un blog musicale quindi non mi soffermo sui libri (comunque poco criticati perché ci sono dei grandi classici), mentre la musica cambia (eheh) per i dischi. Apriti cielo. Nove su dieci italiani, unica eccezione Ed Sheeran. Due album di Sfera Ebbasta presenti, Rockstar primo e l’eponimo quinto. Poi ancora Coez, Ghali, Salmo (in classifica con Midnite, datato 2013, cui poi sono seguiti due dischi), Gemitaiz. Tanto rap anche più vecchia scuola con Noyz e Fabri Fibra (presente con Mr Simpatia), più Ultimo, che forse è l’artista con i fan più fastidiosi al mondo dopo Fabrizio Moro.

Apriti cielo, dicevamo. Dov’è la cultura, oh no, qualcuno pensi ai bambini. Togliamo il bonus, fanno eco alcuni. Cerchiamo di mettere dei limiti, replicano altri.

Questa, signori miei, si chiama censura. E non è la censura tanto nota, quella che ti fa gridare allo scandalo. È una forma ben più subdola e implica che non vogliamo mettere quella musica, quell’arte al bando, vogliamo “solo” avere il potere di controllarla. Di metterla un poco da parte, perché i nostri figli devono crescere con dei valori. Questa cosa dei valori, da sempre, mi fa uscire pazzo. Non ha senso voler mettere dei valori nella musica, perché tutti noi ne abbiamo di diversi e – spesso – sono tutti più o meno rispettabili. Chi sono io per dire che i tuoi valori fanno schifo e vanno “controllati”? Da quando l’arte deve essere educativa? Caravaggio scelse il corpo di una prostituta per riprodurre la Madonna nel suo Morte della Vergine. Caravaggio lo avreste censurato? Avreste messo un limite alla sua arte, in modo che i vostri figli non potessero usare il bonus cultura per vedere le sue opere?

Ah già, lo avete fatto. Non voi direttamente, certo: la mentalità da anziano non è detto stia nel corpo di un anziano. Siete probabilmente giovani, ancora belli pimpanti, e solo i vostri avi fecero cose simili.

Ora, nota per tanti: Sfera Ebbasta è il Caravaggio della musica italiana? No, il punto non è questo.

Lo è Coez? No, il punto non è questo.

Lo è Ghali? Dai, ci siamo capiti.

Il punto fondamentale è che io, tu che leggi, voi gruppone, loro che cantano, nessuno di noi è autorizzato a dire questo sì/questo no, finché si resta nel campo del gusto. L’arte può essere tale anche quando non piace, la cultura non è solo quella che si impara a scuola, cultura può anche essere riscatto sociale, può essere aver imparato qualcosa da gente che non si conosce. Perché Coez non è cultura, per fare un esempio, ma potrebbe esserlo Ermal Meta? Perché Biagio Antonacci sì e un disco fondamentale per la musica italiana (se esiste il rap, e quindi il mercato, oggi è grazie a lui) come Mr Simpatia no?

Perché pensate di poter parlare di arte e cultura, di censura e di scelta su cosa sia giusto ascoltare e leggere, quando non è proprio così? Io non lo so, nel dubbio vi leggo e mi viene l’orticaria.

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