pillole dissidenti – un mondo pieno di paure e lacrime

12 Dicembre 2018 Blog
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Ho sensazioni contrastanti. Questo weekend sono successe due cose, una bellissima e l’altra che è l’esatto opposto. Due pensieri contrastanti, come in un vecchio LP. Il lato A e il lato B. Indipendenti l’uno dall’altro, ma storie a modo loro complementari. Le provo a mettere per iscritto, consapevole dell’effettiva difficoltà di parlarne, per motivi diversi: devo tornare piccolo, piccolo in modo differente, ma ci provo. Puntina su, fruscio di sottofondo, e via.

LATO A / Amore antico

Sabato sera ho pensato al me stesso delle scuole medie. Ho pensato a com’ero stupido, come fossi normalmente incluso in quella standardizzazione che era logica nell’era pre internet. I miei ascolti si basavano su cosa passava in radio, su chi suonava a Top of the pops o al Festivalbar. Poi arrivò un’ondata diversa, quella sorta di patetica ribellione, anche questa naturale, che mi fece rigettare tutto. Poi, fortunatamente, si cresce e sabato sera ho avuto modo di capire che il me stesso delle scuole medie sarebbe stato molto felice di vedere un concerto di Cesare Cremonini, quasi come lo è stato il me stesso di oggi.

Ci sono diversi tipi di artisti in Italia, e Cremonini è prossimo a entrare nella fascia “Tiziano Ferro”: i palazzetti si riempiono agilmente, tempo un paio di anni e si può passare agli stadi. Voce mai banale, presenza scenica importante, ottimo intrattenitore con i giusti tempi tra il serio e il faceto, comico quando serve e intenso nelle esibizioni. Un repertorio che ha ripercorso quasi vent’anni di carriera, con un paio di blitz del periodo Lunapop importanti, gasanti, privi di un effetto nostalgia fine a sé stesso. Cesare ha fatto Cesare, è stato romantico e ironico, ha regalato più di due ore di magia che poi, in fondo, i concerti dovrebbero essere tutti così.

Non solo divertimento, con un pensiero anche a quanto accaduto la notte prima vicino Ancona, a Corinaldo. Non si può morire per un evento musicale, per un concerto, un dj set o quel che è. Ci vuole maturità per motivare un concerto in quelle condizioni—non giustificare, attenzione: non è quello il punto, ma motivarlo. E il motivo è sempre quello, la voglia di spargere il bene, le belle sensazioni che si hanno quando tutto un palazzetto, quando migliaia di persone, intonano le tue parole, cantano tutti insieme che il cielo è bello perché fa da tetto a un mondo pieno di paure e lacrime.

LATO B / Orrore amico

Sabato sera ho pensato al me stesso del liceo. Ci ho pensato perché la notte tra venerdì e sabato sono morti cinque ragazzini a un concerto. Cinque ragazzini e la madre di un altro, uno che spero riuscirà a superare questa tragedia in qualche modo, prima o poi. Erano a vedere Sfera Ebbasta vicino Ancona, a Corinaldo, e mi fa incazzare come una bestia leggere che, a tanti, oltre la notizia importa chi suonasse, che genere faccia, degli orari del concerto, del cazzo che mi strafotte. L’evento in sé è un fatto collaterale e in tanti, troppi ne stanno ancora parlando per rimarcare che loro non lo ascoltano, eh, ma comunque gli dispiace di quello che è successo. Evviva il cazzo, permettetemi il francesismo.

Altri ne stanno parlando per dire che il messaggio della trap è sbagliato, che Sfera parla di droga. Per questi io ho poche parole, ne avrebbe avute molte di più il me stesso del liceo ma ora ne vorrei usare una sola, pesante e importante: vermi. Siete vermi, se il vostro pensiero dopo un fatto simile è concentrarvi sulla musica di chi quella sera si doveva esibire. Vorrei potervi regalare una lucida analisi su come il target della trap non siate voi, non sia neanche io, ma sarebbero parole inutili, perché screditate un genere che forse conoscete e forse no, ma sicuramente non capite quello per cui vi esaltavate da ragazzini. Perché Sfera parla di erba e codeina quindi è merda, Lou Reed parlava di eroina ma voi non lo capivate e allora va bene così.

Siete una generazione che ha causato danni su danni, danni di cui pagheremo a lungo le conseguenze culturali, e davanti a un fatto di cronaca, davanti a una tragedia che poteva e doveva essere evitata, una tragedia su cui spero che chi di dovere farà le necessarie indagini, e chi di dovere pagherà le conseguenze penali oltre che morali, davanti a questa tragedia, a questo orrore voi parlate di musica per farci capire che voi a 30-40-50 anni non siete più adolescenti. Voi ne parlate, a volte, anche per dire che quei ragazzi se la sono meritata. Grazie mille dell’informazione, vermi, avremmo fatto volentieri a meno di capire la vostra pochezza umana.

@wikigreg