Il navigator per il training e il placement del job searcher – chiosasonora

9 Dicembre 2018 Blog
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di Mica Salis

Troppo facile e impietoso ironizzare sull’inglesorum dell’attuale Governo, solamente di una tacca più buffo di quello del precedente Governo (Jobs act, bail in e bail out, stepchild adoption…),a sua volta di una tacca e mezzo più buffo di quello dei governi precedenti (deregulation,devolution, new town…) e via dicendo. Non possiamo far finta di niente, però, quando spuntano perle come navigator, ultimo ritrovato da inserire nella manovra di bilancio più rattoppata dello storia. Prima la bocciatura europea, poi le manine, poi l’approvazione in Parlamento, quindi, lungi dall’aver terminato l’iter, si ricomincia da capo tagliando, cucendo e sparandole di nuovo grosse.

Chi o che cosa è un navigator? È l’assistente personale dell’ex povero destinatario del reddito dicittadinanza, che non ha un lavoro non perché in alcune zone d’Italia (grosso modo da Roma in giù) l’economia è ridotta alla mera sussistenza, ma perché non conosce a fondo il meraviglioso mondo del training e del placement. Ecco, quindi, la soluzione: un esperto di come si trova un lavoro, che ti spiega come fare un curriculum e ti indirizza allo stage pagato dallo Stato più adatto al tuo profilo, ovvero qualsiasi.

Almeno un vantaggio ci sarebbe nell’introduzione di questa figura (dico sarebbe perché lo capisce chiunque che è l’ennesima fresconata buttata lì per fare gli innovativi, tanto poi non ci sonoi fondi, l’Europa non ce lo permette, la congiuntura astrale è sbagliata, lo faremo nella prossima legislatura…): sarebbero altri posti di lavoro per i giovani del Sud. Certo, i soliti posti di lavoro assistenziali e improduttivi, che sottraggono fondi ai veri ambiti nei quali servono, le infrastrutture, la lotta alla corruzione e alla mafia, l’istruzione, la formazione professionale, la formazione imprenditoriale.

Ma non immalinconiamoci: diventiamo nostalgici, invece. A me questo navigator mi fa ricordare il mitico film Disney Navigator (titolo originale Flight of the navigator), che mi ha fatto sognare per anni quando ero ancora un pargolo ingenuo. Uscito nel 1986, quel film percorreva la scia di E.T. l’extraterrestre, di quattro anni prima, ma con una svolta ipertecnologica indotta dall’esplosione dell’informatica di quegli anni. Io sono certo che anche Di Maio ha passato ore davanti a quel film, e si è immedesimato nel bambino che instaura un legame profondo con l’astronave intelligente. Lui ora vorrebbe essere quel bambino, anzi meglio di quel bambino: vorrebbe moltiplicare i navigator e mandarli a guidare le astronavi ex povere verso la meta agognata del lavoro. Una fantasia e nulla più, per la quale il ministro non può che usare una parola di fantasia.