L’avvelenata – Un romantico a Messina

20 Novembre 2018 Blog
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di Francesco Certo

Settimana strana a Messina. Quando bisogna scegliere l’argomento per questo blog, di solito, l’innamoramento è al primo colpo. Un fulmine che conquista e apre il flusso di coscienza della scrittura. Questa volta no, forse l’ingolfamento di cazzate sentite oppure la noia che le stesse producono.

Da sei anni sentiamo parlare di isola pedonale: in principio fu la guerra santa tra accorintiani e analfabeti funzionali con cittadinanza su Facebook, come se un’area pedonale fosse da ideologizzare. Una miriade di minchiate e ricorsi al Tar per creare poi l’aborto di Piazza Cairoli, le classiche zone grigie che scontentano tutti. Ma quella era un’opera amministrativa e lo scontro era solo politico, infatti non venne creata un’alternativa, solo rivendicata una vittoria di posizioni preconcette.

Questa volta il campo si è allargato, perché la zampata da bomber di categoria della giunta De Luca è sopraffina: da quindici anni la via dei Mille viene pedonalizzata da privati. Succede che un’associazione chiede un permesso e l’amministrazione lo dia. Nessuna ideologia, perché questa firma l’hanno messa sindaci di colori alterni, commissari straordinari e così via. De Luca la firma la nega, suo pieno diritto perché non era un obbligo farlo. Il motivo, però, fa sorridere: perdita dei guadagni degli stalli e traffico maggiorato. Come un gol in rovesciata al novantesimo, perché zero sarà sempre inferiore a uno e se la strada è chiusa le macchine non passano. Insomma De Luca dice due verità: perde soldi e incasina il centro. Ha ragione? Ovviamente no, ma sarebbe sbagliato non concedere l’onore a un colpo di genio del genere. L’isola al messinese, in realtà, non cambia assolutamente, a farlo incazzare è soltanto il mancato proseguimento di un’abitudine.

La questione pedonale, infatti, dovrebbe essere discussa in ben altro modo: di quella temporanea in via dei Mille non avremmo neanche bisogno, soprattutto se si progettasse un’area realmente funzionale per commercio e cittadini. Concetto difficile da capire, perché gli analfabeti citati in precedenza sono i campioni della banalizzazione, spostano l’obiettivo solo sul guadagno del negozio e non sul macro concetto. La pedonalizzazione non serve per fare entrare più gente nelle attività commerciali, quella è solo una conseguenza fisiologica. La cosa difficile è saperlo fare, perché a mancare è stato un concetto e un progetto da seguire per migliorare la percentuale di vivibilità e non per far vendere trenta mutande in più.

Nella strana settimana di notizie buffe, però, quella dell’isola fa sorridere meno di quella del giardino di Montalto. La cronaca è facile: una zona pubblica di Messina che non interessava a nessuno, un’associazione privata la riqualifica e dona alla città, gestendola fino a quando un prete non si incazza. Puliamo Messina paga il peccato mortale di aver stimolato la materia grigia: nella notte delle streghe, Halloween, voleva fare una festa per celebrare come un posto diventato teatro dell’orrore e dell’ignavia fosse tornato a brillare. Il prete, un noto furbo, ha aspettato che l’aria fosse del tutto ripristinata per fare il casino giusto, con accuse di blasfemia, messe nere e puttanate simili, per far ritirare la concessione all’associazione. Sì, perché Puliamo Messina aveva anche firmato un accordo col Comune, perché l’area è comunale e non della Curia. Ma anche qui c’è la zampata, perché De Luca dal punto di vista amministrativo è preparato: la concessione non autorizzava a feste o simili, è quindi una violazione. Soddisfatto il prete che adesso si gode il lavoro che la Curia non si sarebbe mai addossato e che la politica aveva dimenticato.