L’avvelenata – Nel nome di Cateno

16 ottobre 2018 Blog
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#l'avvelenata
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di Francesco Certo

Attacca, urla, sbraita, spesso recita ma sicuramente ci crede. Cateno De Luca è il sindaco che Messina ha voluto, in maniera netta e torrenziale in un giugno che ha visto sprofondare la vecchia amministrazione e tutto il carrozzone dei partiti classici. Cateno De Luca è il sindaco che la città ha votato e che in parte rigetta.

Tutto è sbagliato, tutto va demolito e ricostruito secondo una visione di totale rivoluzione deluchiana. Cateno è un sindaco senza misure: o sei pro oppure contro, non si può accettare una parte e allontanarne un’altra di un personaggio tanto deciso quanto spigoloso. La comunicazione è la chiave di tutto, anche quando trabocca e sfocia in un paio di insulti al tifoso di turno o al contestatore. Cateno non le manda a dire, difficilmente trattiene e se lo fa non dimentica e tornerà a tempo debito.

Il personaggio è questo, le sue scelte sono caustiche e fanno discutere. La domanda è solo una: Cateno ha ragione? Il messinese è una strana creatura, capace di parlare male della propria città ma di non sopportare che lo faccia qualcun altro. L’istinto è di autodifesa, quella che però spesso nasconde la realtà e oscura il cammino. Cateno ha ragione? La risposta non la stiamo ancora dando, perché mica possiamo davvero sapere se il sindaco De Luca abbia torto o stia descrivendo realmente il contesto.

Quello che sappiamo è che Messina è stata trattata male, e che quando troviamo un momento di lucidità e la critichiamo troviamo decine di problemi da dover risolvere. Cateno ha ragione? Forse. Perché le persone che hanno solo ragione sono quelle che hanno spesso torto, però De Luca quando spara a zero lo fa prendendo la mira e mai nel mucchio. Messina ha troppi difetti, quasi tutti figli di una gestione pressapochista e votata al vivacchiare. Cateno ha ragione? Non sbaglia se vuole scuotere chi ha occupato poltrone comode, divertente che lo faccia lui che fa il politico di professione anche se questo non cambia la condizione di chi ha lasciato, per inedia, spegnere Messina.

 

Cateno ha ragione? Forse sì, ma anche no. La vera rivoluzione è quella di far qualcosa, perché a Messina si è parlato tanto negli anni, agito pochissimo come se alla fine bastasse far fare ad altri quello che già si faceva prima. “Loro lo faranno meglio”, un pensiero banalmente sciocco, perché spesso le cose non vanno fatte meglio ma diversamente. Cateno ha ragione? Sì, ma no. Perché non basta urlare contro i sindacati per avere ragione, non basta urlare che l’Atm non funziona, che Palazzo Zanca non produce, non basta urlare. Perché per denunciare bastano un paio di comizi con la giusta prossemica, ma per cambiare le cose bisogna pianificare, progettare e scontrarsi con la realtà.

Cateno ha ragione? Cateno è Cateno, Messina lo ha voluto nella totale consapevolezza di quello che sarebbe stato avere un sindaco accentratore, protagonista, sceriffo, senza mezze misure e che non si sottrae al confronto ma solo per poter inasprire la polemica. Cateno De Luca non è nato il giorno che è diventato sindaco di Messina, è lo stesso che teneva comizi nelle piazzette della provincia con sette-otto presenti, poi diventati trenta, cento e infine le migliaia che lo hanno portato a Palermo prima e Messina poi.

Cateno ha ragione? Non chiedetelo a noi.