L’avvelenata – Il modello umano

9 ottobre 2018 Blog
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di Francesco Certo

L’errore più grosso è stato quello di mischiare emozione e ragione. L’arresto di Mimmo Lucano, però, non poteva lasciare indifferenti dal punto di vista umano prima che da quello meramente giudiziario e politico. Il sindaco di Riace è stato capace di creare un micro-cosmo, un ecosistema unico nel suo genere e che sembra spaventare.

La paura del diverso passa in secondo piano, il vero terrore di molti politicanti di bassa lega è quello che la gente possa riaprire gli occhi capendo che il vivere civile non ha differenza di pelle, etnia o religione. Oggi conviene così, questo non significa che si debba stare zitti. Il favore politico è forse il più ondivago dei sentimenti: il consenso attuale diventa presto distacco, basta governare per passare dalla parte del torto in un Paese che ama lagnare e spera nell’assistenzialismo più totale. Lo stile da bulletto di quartiere che il ministro Salvini sta adottando sul tema immigrazione è patetico, quasi risibile se non fosse che il codazzo di italiani che lo segue si moltiplica di giorno in giorno.

 

Il caso Lucano rientra tra quelli di cronaca giudiziaria che un giornalista non dovrebbe commentare. In barba alla vecchia regola che “sulle indagini aperte non si parla”, prendiamo posizione in maniera netta. Si può perdonare un reato se è commesso per fatti umanitari? Il campo filosofico non ci interessa, neanche quello che vuol paragonare Lucano a chi nascondeva gli ebrei durante i rastrellamenti. I fatti vanno analizzati in base alla contemporaneità, proprio per questo motivo Mimmo Lucano dovrebbe essere assolto “per non aver commesso il fatto”. Opinione personale, forse comune e che forse convincerebbe anche il più ottuso dei razzisti.

Riace non è un modello, è solo un pezzo di Paese che ha ricordato che la normalità (parola orribile) fa rima con umanità. Il terrore non deve vincere sempre, soprattutto quando si basa su differenze razziali figlie di una bestialità cognitiva, sociale e politica senza pari. L’Italia, però, ha scelto così. Ha deciso che sulla propria sicurezza debba regnare un cacciatore di consensi, un soggetto che ieri attaccava i terroni e oggi i negri. Perché in realtà la vera bravura di Salvini è quella di individuare, o creare, un nemico comune.

Riace ha risposto, lo ha fatto buona parte di quell’Italia che un sabato ha deciso di manifestare per Mimmo Lucano facendolo commuovere, ma soprattutto dandogli la forza della consapevolezza.