WikiGreg – Pillole di musica dissidente: solo un biglietto per l’inferno

5 settembre 2018 Blog
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Ricordo a memoria pochi momenti realmente difficili nella mia vita, ma quei pochi li ricordo distintamente. Il penultimo è datato 2016, e lo associo a una strana notte, una notte insonne in cui quel messaggio che aspettavo sembrava non dover arrivare mai (spoiler: non arrivò nel modo in cui doveva arrivare, ma questa è un’altra storia). Quella notte, credo fosse ottobre o novembre, misi su un disco che non ascoltavo da un po’. Era l’omonimo dei Biglietto per l’inferno, un fantastico progetto prog che negli anni ‘70 non ebbe il successo clamoroso dei big del periodo, ma fece quel che è più importante in questa faccenda della musica: diede alla luce un disco delizioso.

Era il 1974 quando i più attenti staccarono un biglietto per l’inferno attraverso la confessione iniziale a padre Isaia, una confessione che non portava a un’assoluzione ma “solo” a un lungo viaggio nella mente del protagonista del disco attraverso cinque tracce che, nella migliore delle tradizioni prog, hanno una durata complessiva di 36 minuti. I testi sono forti e di impatto, ruggenti nella desolazione di una salvezza cercata e mai trovata per mano altrui, di un appiglio richiesto quasi mettendo da parte ogni forma d’orgoglio pur di arrivare alla risposta delle proprie domande.

Claudio Canali, il fondatore del gruppo, negli anni ‘70 era l’uomo di Confessione, la rockstar che non sapeva condurre la vita da rockstar, divorato da dilemmi interiori. Era l’uomo che negò anche l’ultimo favore cantato ne L’amico suicida, non per cattiveria ma per il suo gran cuore. Canali era, non è, perché la scorsa settimana Claudio Canali è morto e a me è tornata prepotentemente in mente quella notte passata, insonne, ad aspettare risposte che non arrivavano, ho ripensato al condividere con lui il mio dolore e ho capito che non avere praticamente mai scritto niente su di lui è stato un atto criminale. Scusami Fra Claudio, in questa vita forse possono vincere gli altri, ma quelli come te sono immortali.

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