perfetti sconosciuti – Capitolo VIII

24 agosto 2018 Blog
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Per Andrea e Rachele era facile allontanarsi dall’amore romantico. Erano sconosciuti, legati solamente da quella assurda voglia di passare il tempo l’uno nelle mani dell’altra. Non era importante spiegarlo. Andrea era quello più spaventato, tipico di chi sembra forte ma lo è solo all’apparenza. Aveva passato molto tempo a cercare storie facili, momenti da raccontare agli amici. Una collezione di vuoto e nulla più. Rachele aveva sconvolto tutto, un solo sguardo per stravolgere. Si era lasciato andare, travolto da quei battiti che poche volte si possono spiegare.

– Sorridi come uno scemo.

– Sono solo felice.

– Davvero?

– Dovresti fidarti delle cose che ti dico.

Respingeva spesso le sue emozioni, quasi che nulla lo toccasse. Rachele lo aveva travolto, non come un’onda che porta via tutto ma gli regali quegli attimi di felicità brevi ma che rendono i momenti speciali. Una birra ghiacciata con gli amici o quella ultima sigaretta quando non potevi farne a meno, lei era quel lampo. Era rimasto a fissarla, con quel silenzio sconvolto per quel bacio.

– Sei strano, e non mi conosci per niente.

Rachele cinica, disillusa e presuntuosa faceva sempre capolino. Anche lei soffriva di apparenza, aveva un romanticismo che Andrea aveva subito intuito. Ne era spaventata, come accade era chiusa da una storia finita male e che faticava a cancellare. Non sognava mai, Rachele, subito con i piedi per terra e quello sguardo perso.

– Io devo andare. Buonanotte, buongiorno… insomma ciao. E grazie…

Andrea rimaneva zitto, tutto strozzato in gola. Rachele spariva nascosta dal portone che si chiudeva alle sue spalle. Fuori rimaneva lui: confuso, forse preoccupato. Voleva rivederla ma era tutto così difficile con lei. Tornava a casa e fumava, una dietro l’altra quasi a farsi compagnia. Un bacio che lo aveva spaventato: intenso ma che non sembrava averla coinvolta. Non erano più ragazzini, ma qualcosa doveva essere rimasto.

Fissava il soffitto steso sul suo letto mentre un’altra sigaretta si consumava, mille pensieri che si scontravano col fumo e sparivano con lui. Il sonno non arrivava, c’era solo Rachele. Una doccia fredda, era l’unica soluzione per lavarsi via il peggio di quella giornata.