Ho preso un treno x il Mish Mash

6 agosto 2018 Blog
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di Davide Pedelì

Non che io creda negli stereotipi ma dove ti trovi dice molto di chi sei nel 2018.
Visto che il Mish Mash Festival, giunto alla terza edizione, rappresenta il porto sicuro di chi se ne fotte delle convenzioni e vive. Puoi perderti tra i panorami del Castello con un colpo di cassa come colonna sonora. Panorama che aiuta ad annoverarlo tra i Festival più suggestivi del momento nonostante la giovane età.
Giovane come tutto lo staff che ha – in modo impeccabile – preparato e lavorato per mesi ad ogni minimo dettaglio per regalare la tre giorni migliore possibile.
Non vi racconterò di tutti gli artisti ma solo di quelli che mi hanno fatto battere il cuore.

MYSS KETA – Monica

MYSS KETA è stato sicuramente l’animale da palcoscenico del festival. Bastano due colpi di cassa per mandare ai matti il pubblico, la sua presenza scenica è infinita e ‘le ragazze di Porta Venezia’ regalano quell’indie trash che ci fa impazzire.
Qualcuno mi dice ‘cazzo brava ma non reggo la sua voce per più di due secondi’ la cosa mi strappa una risata, altri dicono di non averla mai ascoltata ma di essersi divertiti da pazzi durante il live.
Beh Myss alla fine hai vinto tu. Tutti ti odiano, ma in ogni amore c’è una punta d’odio (cit.)

SELTON – Piccola Sbronza

Selton sono una garanzia d’esperienza e qualità. Divertenti, scansonati e pieni di gioia. Sanno come si coinvolge il pubbico tra un ballo, una coreografia demenziale e qualche super hit (tipo la sopracitata).
Vocalmente non sono al massimo ma non siamo qui a fare i rompipalle, a testimoniarlo anche il sorriso a 128 denti sulla faccia dei partecipanti. Il tempo vola, siamo di fretta ma senza sentirla. I tempi perfetti sono l’ennesimo chapeau per l’organizzazione che gestisce alla grande sia i pazzi sul palco che i partecipanti.

FRAH QUINTALE – Si, Ah!

L’apice della serata è stato sicuramente il Frah Quintale più grosso che i fan potessero aspettarsi: preparato, carico si prende qualche rischio (qualcuno riuscito qualcuno no) ma è giusto così. Mai banale ma un po’ paraculo vista la scaletta che regala ai fan proprio quello che speravano, quando lo speravano con il mood giusto. Si avventura alla batteria per suonare e rappare 64Bars, più o meno riesce anche grazie all’appoggio di un super produttore e strumentista del calibro di Ceri. Uno che vedendolo così, a primo impatto, sembra pronto per il tso (come mi disse qualcuno) ma non frega niente a nessuno se poi, quando sali sul palco, macini ritmi con forza.

INDIAN WELLS – The Alps

Shame per quelli che sono arrivati quasi alla fine del concerto dei Selton e sono andati via ai saluti di Frah Quintale. A loro voglio solo dire che non è questo lo spirito dei festival, si rispettano gli artisti e si scoprono quelli sconosciuti. Dopo il rapper bresciano si è esibito Indian Wells che molti di loro ignoreranno per il resto delle loro vite, mi dispiace tanto non sapete cosa vi perdete!
Elettronica di gusto e classe che costringe a ballare e ti porta via quelle ultime forze che avevi conservato per il ritorno. Sarà anche un producer di nicchia, ma solo perchè ancora non gli avete dato fiducia.
In fondo però mi piace anche questo, la varietà dei partecipanti, la fratellanza implicita di chi è li perchè si sente a casa

Bonus Track: Frah Quintale – Hai visto mai

Un riff di De Leo, le percussioni dei Selton, le rime di Frah lasciano un brivido lungo la schiena mentre incroci gli occhi sorridenti dei tanti che stanno li per la festa.
Il Mish Mash ti svuota, ti prende, ti porta dove vuole ed infine, purtroppo, ti riporta a terra. L’astronave però torna l’anno prossimo e prestate attenzione perchè i ragazzi sono già al lavoro per rendere il viaggio tra le stelle più veloce, colorato e unico che mai.

Sì, siamo brutti, sporchi e ci piace la buona musica… ma vi assicuro che abbiamo anche dei difetti.