WikiGreg – Pillole di musica dissidente: Dai diamanti non nasce niente

27 giugno 2018 Blog
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Io non ero amico di Pietro.

Non lo ero, benché ci avessero presentato tre, quattro o cinque volte. Ci conoscevamo, ci salutavamo quasi regolarmente magari, con quella sorta di imbarazzo tipico di quando non conosci qualcuno pur conoscendolo, ma non ero sicuramente amico di Pietro. Quando ho saputo del 23Fest, perdonatemi se arrivo dritto alla conclusione del meraviglioso tragitto durato mesi, sono rimasto quasi interdetto: il 22 e il 24 giugno io avevo bloccato l’agenda causa Pearl Jam. Mi sarei perso tutto.

A questo punto è necessario un salto temporale in cui salterò cose che non saprei neanche spiegare, fatti che mi hanno portato a esserci, al fianco di Alessandra, a rappresentare RadioStreet Messina in quella che è stata una vera festa di compleanno. Il pilone, un po’ di vento, un palco enorme, entusiasmo come difficilmente avessi mai visto in vita mia e qualche inconveniente. Tutto ha impreziosito la giornata, niente l’ha rovinata. Qualcosa ci ha provato, e mentre camminavo pesantemente verso le Torri Morandi per riprendere la macchina e smontare tutto il necessario per la diretta, ero nervoso. Molto nervoso.

Ogni passo che facessi era un allontanamento da una sensazione che non avevo ancora mai vissuto, un ritorno alla normalità. Ho alzato gli occhi al cielo, non sentivo più neanche una goccia di quel diluvio che stava inzuppando un cardigan troppo leggero per potermi riparare da alcunché, e non capivo perché stesse andando tutto in quel modo. Non è neanche semplice mettere in fila tutti i pensieri, perché ci sono tanti frame che potrebbero spiegare bene il 23Fest. Penso al mio amico Luca, sul posto praticamente da due giorni, che non ha potuto neanche avere il piacere di suonare su quel palco. Penso a Sergio e al meraviglioso discorso che ha anticipato il concerto di Angelo Sicurella sotto il gazebo, penso allo staff che si gira verso Marco mentre lo intervistiamo in diretta, a Serena donna ovunque, a chi non è stato fermo un momento per fare un regalo senza data di scadenza a chi non se n’è mai andato.

Io non ero amico di Pietro, non lo sono mai stato e raccontare in diretta la festa del suo compleanno mi spaventava. Avevo un po’ di tensione prima della diretta, una tensione che mi accompagna sempre prima di alzare il cursore perché è quella che mi spinge a non abbassare la guardia, a stare attento a cosa succede e a poterlo raccontare a chi ci ascolta. La tensione era accompagnata, stavolta, da un piccolo peso sulle spalle, quella consapevolezza che il 23 giugno la diretta non era tanto per me, per parlare al microfono come ho fatto più o meno con regolarità negli ultimi anni, ma ero parte di un regalo, di un gesto di affetto unico e magico. Ho sentito per ore parlare bene di una persona che non conoscevo, ho percepito un affetto unico, una voglia di donare amore senza eguali né confini. Ho vissuto la diretta più bella della mia vita, e l’ho fatto per caso. Perché dal letame nascono i fiori, ma avere accanto nella vita dei diamanti come tutte le persone coinvolte a titolo più disparato in questa storia del 23Fest sicuramente aiuta. Ancora auguri, Pietro. (Grazie a Fabio, Alessio, Marco e Davide. Grazie ancora di più ad Ale, il vero diamante – nel senso più positivo possibile – di RadioStreet)

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