Bramanti-De Luca: dalla “tregua” alla “guerra”

2 maggio 2018 Politica
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Dino Bramanti e Cateno De Luca nel corso della conferenza stampa congiunta del 21 aprile

È durato dieci giorni il “patto di non belligeranza” tra i due candidati sindaco Dino Bramanti e Cateno De Luca, annunciato nel corso di una conferenza stampa lo scorso 21 aprile. Dopo le prime schermaglie e distinguo dei giorni scorsi, la rottura definitiva è arrivata in seguito alle dichiarazioni di De Luca, riprese da un video di LetteraEmme.it, che ha affermato come fosse a conoscenza di “strane assunzioni al Neurolesi” ma di aver promesso di non farne cenno in campagna elettorale, in seguito al patto siglato con Bramanti, direttore dell’Istituto, sospesosi dalla carica in occasione del suo impegno politico.

Successivamente De Luca ha diramato un comunicato stampa in cui cerca di spiegare le sue dichiarazioni: “Ci tengo a precisare di non essere personalmente a conoscenza di condotte illecite o sia pure discutibili, da parte dell’Irccs di Messina – scrive il deputato regionale – . In caso contrario, infatti, non avrei esitato a denunziarle a chi di competenza. Nella conferenza stampa di oggi ho fatto solo un cenno, a titolo meramente esemplificativo, a certe segnalazioni anonime che in queste settimane arrivano all’orecchio di tutti i candidati sul conto di tutti gli altri. Segnalazioni, pettegolezzi e maldicenze che, ad avviso del sottoscritto e del prof. Bramanti, non devono formare oggetto della campagna elettorale. Questo e solo questo, lo ribadisco, è il contenuto del nostro patto”.

Una nota che non è andata giù a Bramanti, anzi che ha avuto l’effetto opposto, con il candidato sindaco del centrodestra che ha diramato a sua volta un comunicato dai contenuti inequivocabili: “Spiace dover essere costretto ad ascoltare – attacca – le cialtronesche dichiarazioni del deputato regionale, nonché candidato sindaco Cateno De Luca, che con le risibili dichiarazioni rilasciate a margine della conferenza stampa di oggi, grossolanamente smentite nel giro di poche ore, ha minato non solo la sua ma la credibilità di un’intera classe politica. Come possono i messinesi dare fiducia ad un candidato sindaco che davanti alle telecamere rilascia dichiarazioni inequivocabili, come testimonia un video che circola in rete dalla tarda mattinata di oggi, e che solo tre ore dopo sostiene di non aver mai pronunciato quelle frasi, spacciandole per invenzioni giornalistiche?

Di fronte ad illazioni, che comunque qualificano la persona che le ha pronunciate, su non meglio precisate assunzioni all’Irccs Neurolesi, andrò personalmente in Procura per sgombrare definitivamente il campo da qualsiasi suggestiva ricostruzione creata ad arte per beceri fini elettorali. I retroscena ai quali allude De Luca sono frutto della prolifica fantasia di chi sta usando il suo ruolo di deputato regionale non al servizio della città ma al servizio di se stesso e delle sue ambizioni personali. Gli emendamenti non devono essere trasformati in strumenti di attrazione del consenso, né usati contro qualcuno nel tentativo di trarne un vantaggio competitivo. L’azione politica non può essere venduta un tanto al chilo, ma va indirizzata solo ed esclusivamente in funzione del bene della collettività. Mi rendo conto che, da non messinese, De Luca tenti in ogni modo di mostrarsi agli occhi dei messinesi come un benefattore, ma da uno che si presenta in conferenza stampa con magliettine sgargianti su cui campeggiano slogan allusivi, e due ore dopo aver firmato un patto di fair play si lascia andare ad ogni tipo di commento offensivo, non c’è da aspettarsi un comportamento volto solo al bene della città che vuole amministrare. Mi auguro che gli elettori sappiano distinguere chi utilizza forme di baratto politico pur di guadagnare un po’ di visibilità da chi ha veramente a cuore il futuro dei nostri figli. È ora – conclude Bramanti – di far calare il sipario sulla politica dei teatranti. Su una cosa ha ragione De Luca: a ognuno il suo mestiere”.