GeoStreet – in viaggio con Roberto Grano: Giappone e Tsunami

19 aprile 2018 Blog
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L’11 marzo del 2011 un terremoto di Magnitudo 8.9 si scatenò al largo del Giappone. Questo evento sismico – stando a quanto registrato dallo USGS ( United States Geological Survey) – fu uno dei più intensi mai riscontrati in Giappone in epoca storica e il quarto terremoto più potente mai registrato dall’uomo.

L’evento innescò anche uno tsunami così devastante da penetrare le difese della centrale nucleare di Fukushima, quasi causando il meltdown del reattore che costrinse il governo nipponico ad evacuare tutti gli abitati limitrofi.

Ma che cos’è uno tsunami? Come e perchè si forma? Tsunami deriva dal giapponese e significa letteralmente “Maremoto”. Non a caso questa parola ha una derivazione orientale: infatti, il Giappone si affaccia sulla cosiddetta “Cintura di Fuoco” del Pacifico, che si estende dalla Nuova Zelanda fino in alla Terra del Fuoco, passando per California, Oregon, Alaska, Stretto di Bering , Kamchatka, Giappone, e Filippine.

All’interno di questa vastissima area, si ha una delle più grandi zone di subduzione del mondo (dove la crosta terrestre viene quasi letteralmente “digerita” fino al Mantello terrestre”), della quale abbiamo anche una manifestazione fisica, la Fossa delle Marianne, che con i suoi 11000 metri di profondità può contenere quasi un Monte Everest e mezzo.

Questa zona è soggetta a fortissimi terremoti, specialmente sottomarini che sono la principale causa scatenante degli tsunami i quali altro non sono che onde anomale. Le onde generate dalle tempeste, infatti, seguono un movimento rotatorio sugli strati superificiali dell’acqua, mentre gli tsunami sono innescati da forze che agiscono in profondità e che seguono un movimento lineare: ai terremoti dunque possiamo aggiungere anche le frane sottomarine e le eruzioni di vulcani sottomarini.

Infine, è interessante notare come gli tsunami sono generati da terremoti molto forti (Magnitudo 5.5 in poi) poichè l’acqua ha un forte effetto dissipativo e cosa ancora più importante, come detto prima, le masse d’acqua sono mosse da forze con direzione perpendicolare alla punto di genesi della forza stessa. Proprio per questo i terremoti con meccanismo prevalentemente compressivo e/o distensivo saranno tsunamigenici mentre quelli con meccanismo prevalentemente trascorrente no, dato che l’acqua è un liquido incompressibile.