GeoStreet – in viaggio con Roberto Grano: Il ritorno dello sciame sismico in Centro Italia

12 aprile 2018 Blog
#geostreet
#radiostreet
#sisma
#terremoto

epicentro 5.4 Muccia

La scossa di Magnitudo 4.6 di Muccia è la continuazione della lunga serie iniziata il 24 agosto 2016 ad Amatrice che è poi proseguita il 24 ottobre proprio nell’area dell’Alto Maceratese e il 30 ottobre a Norcia con un sisma M6.5. Da ottobre 2016 a oggi le scosse sono state circa 86mila, 65 delle quali con una magnitudo compresa tra 4.0 e 5.0.

Ma cos’è uno sciame sismico? Per sciame sismico si intende una serie di scosse sismiche da lieve a media intensità che si manifestano in una data zona in un arco di tempo piuttosto dilatato: le scosse di uno sciame sismico, talvolta, si sviluppano in assenza di un evento principale più intenso. Ecco perché lo sciame sismico non è da confondersi con le cosiddette “scosse di assestamento” che possono anticipare (FORESHOCKS) o seguire (AFTERSHOCKS) la scossa di principale intensità (MAINSHOCK). Questo avviene perché le rocce (nello specifico caso dell’Appennino) subiscono i movimenti distensivi dell’area accumulando forze (STRESS).

Le rocce però sono di tutti i tipi: da “tenere” a “rigide” come vengono classificate in base alla loro reologia, la branca della meccanica che studia la risposta di un materiale alla sollecitazione operata da una forza. Avendo dunque comportamenti reologici differenti, alcune rocce cederanno prima di altre, rilasciando energia in momenti diversi.

A cosa è dovuto uno sciame sismico? Perché a volte la terra continua a tremare? La spiegazione è da ritrovarsi nella fenomenologia stessa del terremoto: un sisma altro non è che una liberazione di energia nella crosta terrestre, che avviene quando va a rompersi l’equilibrio che tiene unite alcune delle rocce costituenti. In parole più semplici, quando avviene un terremoto, parte della crosta terrestre si rilassa scaricando energia, come quando si sfregano le mani l’una contro l’altra e alla fine queste cedono. Può accadere che quest’energia appena rilasciata vada ad intaccare volumi di roccia adiacenti, volumi che potrebbero a loro volta trovarsi in equilibrio precario, scatenando a loro volta una concatenazione di eventi sismici e ledendo strutture geologiche e antropiche già precarie. È questo il meccanismo che dà vita un vero e proprio contagio sismico, fenomeno che potrebbe essere alla base delle scosse che hanno colpito (e continuano a colpire) l’Italia centrale da agosto 2016. Uno sciame sismico non è prevedibile poiché non è assolutamente possibile capire in che modo avvenga la rottura prima che si verifichi l’evento e quanto tempo ci mette l’energia a passare da un’area ad un’altra.