A Tutta Trama – Solo un caffè

6 aprile 2018 Blog
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Sbirciò attraverso la vetrata spruzzata appena dalle gocce di pioggia e sospirò, maledicendosi per non aver portato con sé l’ombrello. Stella era così, una ragazza distratta, non poteva farci niente e puntualmente le capitava di dimenticare qualcosa. Sua cugina Cecilia la guardò di sottecchi, ridacchiando, mentre metteva a posto sullo scaffale alcune copie del Ritratto di Dorian Gray.

– “Hai dimenticato di nuovo l’ombrello, vero?”, la punzecchiò.

Stella le rivolse uno sguardo stizzito.  – “Ma stamattina c’era il sole, dai, questa volta non è colpa mia!

Scoppiarono a ridere all’unisono, con Cecilia che imitava malamente il tono lamentoso della cugina.

– “Di cosa si ride qui?” Una calda voce maschile s’intromise nella loro allegra discussione.

Stella riconobbe subito quel timbro che la riportò indietro di diversi anni. Si voltò di scatto verso l’origine di quella voce e lo riconobbe. I suoi occhi verdi la trafissero, inchiodandola a dei ricordi agrodolci. Lui le sorrise dolcemente.

-“Voglio ridere anch’io!

E subito sulla guancia destra gli si formò quell’unica fossetta che in passato le aveva fatto perdere il sonno. Stella rimase come inebetita, non riuscì a proferire parola. Cecilia la osservava con aria interrogativa. Di tanto in tanto rivolgeva occhiate dispiaciute al giovane uomo che le stava davanti e continuava inspiegabilmente a sorridere.

Dopo circa 15 secondi, Cecilia si decise ad intervenire: – “Salve, ci scusi stavamo solo notando che il tempo è peggiorato e Stella, come sempre, non ha l’ombrello”.

Istantaneamente sentì un dolore acuto allo stinco sinistro, un calcio ben assestato le aveva mozzato il fiato. Fissò subito Stella con riprovazione, ma restò in silenzio, intuendo che alimentare la conversazione con l’affascinante sconosciuto non le avrebbe evitato una bella lavata di capo o un altro calcio.

Fu il ragazzo a rompere il silenzio

– “Stella, come stai? Non ci vediamo da molto tempo. Ti va un caffè?

La ragazza non rispose, uscì da dietro il bancone e si recò nel reparto caffetteria. Lui la seguì e continuò a parlare senza mai perdere il sorriso.

– “Non capisco perché non mi rispondi. Mi farebbe piacere sapere come stai, non pensavo di trovarti in questalibreria.

– “Se desidera un caffè, glielo preparo subito”, sibilò in tono talmente grave che a stento riuscì a sentirla.

Il giovane si sedette su uno sgabello davanti a lei, facendosi improvvisamente serio.

– “Non voglio bere un caffè da solo, voglio berlo con te.