WikiGreg – Pillole di musica dissidente: CIMINI è più forte della legge di Murphy

21 marzo 2018 Blog
#cimini
#dissident
#intervista
#musica
#wikigreg

C’è stato un momento, a fine 2017, che in redazione ci siamo guardati in faccia pensando che stesse per succedere qualcosa di grosso. Erano quei giorni in cui tanti artisti mostravano alla camera un cartello con su scritto “La legge di Murphy è più forte di me”, e in tanti si chiedevano cosa stesse accadendo nel panorama musicale italiano. Di lì a poco sarebbe uscita La legge di Murphy, primo estratto da Ancora meglio, il disco di Federico Cimini (o, meglio, CIMINI) fuori dallo scorso 9 marzo per Garrincha. Un disco scritto bene — cosa per nulla scontata al giorno d’oggi — che superato lo scoglio dell’hype ha fatto breccia.

“Abbiamo lanciato il singolo senza mostrare la mia faccia – spiega ai nostri microfoni CIMINI –, ma solo con l’uomo banana del video interpretato da Renato Avallone del Terzo Segreto di Satira. Avevamo voglia di dare in pasto alla gente solo una canzone con il suo significato e un po’ per prenderci gioco della moda di non mostrare il viso di un nuovo artista, perché nel mio caso bastava cercare il mio cognome su Google per vedere chi fossi, è stata una piccola presa in giro”. L’hype però ha due volti, perché tanti hanno accolto bene il brano ma sui vari social parecchi hanno criticato la strategia di Garrincha, dato che aspettavano, anziché un nuovo artista, il nuovo singolo di Calcutta o il nuovo disco de I Cani: “Si sono create aspettative che non volevamo creare, l’idea era di incuriosire partendo dal cartello mostrato da artisti della famiglia Garrincha e poi estesa anche ad altri che hanno deciso di mandarci foto di loro volontà e, vedendo la curiosità, abbiamo spinto di più. Ci sono state robe negative ma si sa, viviamo in tempi in cui bisogna aspettarsi superficialità. Su La legge di Murphy – prosegue – ci sono stati commenti negativi ma tanti ci sono rimasti male perché non era né Calcutta né I cani, un mezzo crimine per molti. Noi abbiamo deciso di non rilasciare interviste e qualche mese dopo la gente ha capito cosa volevo dire, non era semplicemente hype”.

Parlando del disco, si sente la malinconia dovuta probabilmente anche al periodo in cui il cantautore calabrese si era allontanato dalla musica: “Mi è sempre servita per sfogarmi, sembra un luogo comune ma è così. Mi ero allontanato perché non mi divertivo, come succede per le vite di chiunque quando si chiudono dei cicli, in quel momento si era chiuso con la vecchia musica e a mente lucida è meglio così. Ho riversato la rabbia e la malinconia che avevo e ho deciso che era il caso di fare ascoltare le nuove canzoni alle persone”. Canzoni scritte bene e in cui si sente il vissuto; tra tutte, però, spicca Vivere non mi basta, il brano che chiude il disco: “Non sono un intellettuale – ride – ma c’è un filo conduttore tra tutte, figlio del nostro momento di tristezza. Alcune sono decisamente veritiere, altre ispirate a dei film, come Spotless che è presa da Eternal sunshine of the spotless mind o proprio Vivere non mi basta, ispirata dalla vita di Richie Tenenbaum, personaggio dei Tenebaum di Wes Anderson. Lui decide di suicidarsi perché era innamorato della sorella adottiva, all’interno della storia c’è un filo conduttore di malinconia e tristezza che ho sentito mio, ho messo in mezzo momenti inventati e altri che stavo vivendo in quel momento”. In quel periodo, infatti “il mio padrone di casa mi ha detto che dovevo andare via, mi era scaduta l’assicurazione e una chiave in cantina non andava, quello era il vissuto, la canzone è presa da altre robe ma la sento mia”.

Nato nell’88 nel cosentino, Cimini risiede da anni a Bologna ma “torno spesso in Calabria, ora sempre meno ma a Natale e d’estate ogni volta che posso. Sono nato sul mare, in Una casa sulla luna parlo del ricordo, della noia di quei posti. Sono scappato dopo il liceo, non c’era niente che potesse farmi vivere come volevo, sono sempre stato curioso e a Bologna ho trovato la mia dimensione. Mi è iniziata a mancare la Calabria quando ero lì, a San Lucido ho vissuto momenti bellissimi e di noia pazzesca ma quando tutto diventa un ricordo vorresti riviverlo, mi manca sempre tanto”. Uno dei versi manifesto del disco è tratto da Sabato sera, ‘le persone che non si sciolgono nemmeno quando piove‘, decisamente non il target di Ancora meglio: “Dovremmo lasciarci andare, cosa che difficilmente non riusciamo a farci. Affidiamoci meno al cervello e più al cuore per essere più romantici e meno calcolatori, che è una cosa che ha rotto il cazzo”.

Calcolatori e poco romantici come quelli che sembrava non aspettassero altro che un passo falso di Garrincha, mostrando quanto poco, ad oggi, conti la musica per molti: “Ci sono rimasto male quando ho letto i commenti negativi, ma faceva male anche solo immaginare persone che non ascoltavano le parole ma vedevano solo chi era l’artista in vetrina. Vedendo che l’hype veniva da Garrincha si pensava si dovesse sfruttare l’attesa per chissà quale motivo, in maniera finta, ma quando ho proposto le canzoni non mi hanno visto come un prodotto da vendere, semplicemente gli sono piaciute le canzoni. Nella data di Firenze del tour sabato scorso una ragazza piangeva abbracciata al suo tipo, non immaginavo tanto e ho iniziato a pensare che la gente potesse capire o abbia già capito alcune robe come volevo intenderle io. C’è empatia e forse si è raggiunto l’obiettivo; hype e parole vengono dopo, non hanno significato”.

Insomma, Cimini è più forte della legge di Murphy: “Mi sta intorno sempre – ride –, aleggia su di me ma c’è consapevolezza, ci frega sempre”.

Ancora meglio è fuori dal 9 marzo per Garrincha dischi. Qui le date del tour di CIMINI.

https://www.mixcloud.com/RadioStreet/dissident-200318-intervista-a-cimini/