GeoStreet – in viaggio con Roberto Grano: La Grotta dei Lamponi

9 marzo 2018 Blog
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Oggi torniamo in un luogo già visitato, sull’Etna, stesso versante della Grotta del Gelo  ma restando a quote più basse: abbandonando la Pista Altomontana per pochi metri e arrivando a 1689 metri s.l.m. infatti ci si imbatte nella più conosciuta (e segnalata) tra la aperture della Grotta dei Lamponi, grotta di scorrimento lavico che deve il suo nome ai cespugli di lamponi presenti alle sue entrate. La genesi di questa grotta è quasi uguale a quella della Grotta del Gelo, facendo queste parte della stessa formazione ( Campo lavico dei Dammusi 1614-1624).

La Grotta dei Lamponi è una delle più lunghe grotte di scorrimento lavico presenti sull’Etna: 700 metri di lunghezza con svariati accessi; il suo grande vantaggio però è la vicinanza al sentiero che la rende una meta fruibile da turisti ed escursionisti che possono visitarla senza dispendio di fatica né di tempo.

La volta della grotta è franata in più punti. Questo fattore combinato alla sua lunghezza, danno vita a un vero e proprio spettacolo: i raggi del sole penetrano da questi punti aperti formando dei coni di luce che irradiano l’interno della grotta la quale in condizioni naturali sarebbe altrimenti al buio e il risultato è davvero suggestivo. Il tratto a monte –  lungo 300 m – si percorre con poca difficoltà ed è il meglio conservato, infatti si procede su un pavimento pianeggiante di scorie laviche, ostruite in alcune parti da blocchi di crollo. In questo tratto, a circa 150 m del primo varco, è presente un secondo ingresso, creato da un secondo crollo. Oltrepassato questo secondo ingresso, dopo circa 150 m, si possono osservare due aperture che indicano l’uscita. Il tratto più in basso, lungo circa 250 m, inizia con una leggera pendenza a pochi metri dalla superficie per poi entrare dentro la cavità vulcanica. Esso è caratterizzato da coni di crollo che ne rendono difficile la percorrenza. Stalattiti da rifusione abbondano ovunque, come pure rigature e cordoni orizzontali sovrapposti sulle pareti. Numerose sono le fratture sulla volta e particolari strutture cuneiformi che in gergo prendono il nome di Dente di Cane.

Uno dei classici esempi di meraviglia nascosta della Sicilia: in pochi la conoscono ed è a portata di mano praticamente per tutti; per arrivare alla Grotta dei Lamponi basta intraprendere la Pista Altomontana ( che fa letteralmente il giro dell’Etna) all’altezza del Rifugio Brunek e dopo una camminata di 6.5 Km circa abbandonare il sentiero per scendervi ( perchè la grotta si trova sotto il livello del sentiero) all’interno. La Sicilia che non smette mai di stupire, le meraviglie dietro casa che spesso, per pigrizia ,trascuriamo.

ps: la Grotta dei Lamponi ospita un’enorme popolazione di coccinelle. La definizione perfetta per “Full Immersion di Fortuna”!