Casa Musica Radio – Back To School

1 marzo 2018 Blog
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14 Febbraio 2018, per tutti è un classico San Valentino, tutti impegnati a volersi bene, ad amarsi, a farsi regali,
per me no. Il 14 Febbraio del 2018 è il giorno del mio ritorno a scuola, no, non ho fatto un’altra pazzia mollando tutto e ricominciando da zero, fatemi spiegare.
Cominciamo dal principio.
Sveglia alle 7:30, mi vesto, come di consueto salto la colazione, mi sistemo lo zaino e controllo che ci sia tutto: Fogli? ci sono
Penna? C’è
Cuffie? Quelle non mancano mai.
Dopo il check out, corro alla fermata del tram e ascoltando tutto Vessel dei Twenty One Pilots a palla, come ai vecchi tempi, aspetto. Arrivo davanti all’entrata principale. Qui i ricordi cominciano a farmi diventare nostalgico, mi mancava quella scritta in grande sopra il portone “Liceo Scientifico Statale Archimede”. Entro e la nostalgia non si placa, quel luogo è un pezzo della mia vita, ed io la stavo rivivendo esattamente come avevo fatto dal 2009 al 2014, con le cuffie alle orecchie e con un sonno bestiale. Raggiungo la classe che mi hanno assegnato gli organizzatori di questi incontri che si sono svolti durante la settimana di autogestione della scuola, di tutte le persone competenti in ambito radiofonico hanno chiamato proprio me, sicuramente per la mia simpatia o perché nessuno aveva risposto in modo positivo. Entro, ed è li che mi accorgo che il ragazzo che percorreva quei corridoi qualche anno prima, è cresciuto, fin troppo, non solo di età. Si perché per la prima volta nella mia vita, ero io il professore, ero io la persona che doveva spiegare, ero io colui che doveva essere ascoltato da qualcuno. Raccolgo il poco coraggio che mi è rimasto e comincio a parlare. Parlo, naturalmente, di radio, alla fine sono li proprio per questo, racconto a quei ragazzi tutto ciò che so, tutto quello che ho imparato e qualcosina in più. Dopo una piccola pausa per riprendere fiato, decido di parlare di me, della mia esperienza, di dove sono arrivato e di come ci sononarrivato, racconto di tutte le persone che mi hanno insegnato qualcosa e che mi hanno sostenuto, ma soprattutto gli dico quello che nessuno mi ha mai detto alla loro età: di credere in loro stessi, di seguire i proprio sogni, di studiare per diventare ciò che vogliono diventare e di fare ciò per cui sono portarti, di non accontentare i propri genitori, come ho fatto io nel momento di decidere cosa studiare dopo il liceo, ma di accontentare loro stessi, come ho fatto io al terzo anno di università quando ho abbandonato tutto per studiare arte e musica. Di alimentare le loro passioni e di renderle la proprio ragione di vita. Perché la vita è nostra, noi decidiamo dove andare a sbattere la testa, come sbatterla e quante volte farlo, noi dobbiamo decidere il nostro futuro e se veramente la strada che sceglieremo sarà quella giusta, i risultati e le soddisfazioni arriveranno e quello che prima era solo un sogno potrà diventare realtà, anche se la testa ci farà male per i troppi colpi. Alla fine tutti ne sono usciti soddisfatti, loro, gli organizzatori, ed io, che felice mi infilo di nuovo le cuffie.
di Alessio Salvo