Norberto Presta torna a Messina per un doppio appuntamento

1 febbraio 2018 Cultura
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Norberto Presta

L’attore e regista argentino torna a Messina per due appuntamenti: Frammenti di vite condivise, venerdì 2 febbraio al Teatro dei 3 Mestieri e Famiglia – Sul fascismo e altre calamità, in scena ai Magazzini del Sale sabato 3 e domenica 4 febbraio.

Nello spettacolo “Famiglia – Sul fascismo e altre calamità” interpreti Martita, figlia d’immigrati italiani, con un padre fascista e una madre sottomessa, che vive in un quartiere di Buenos Aires.

Sì, volevo che fosse una donna a raccontare questa storia. Dove vittima e carnefici possono corrispondere.

Di recente a Rimini è apparso un poster di Mussolini, è anacronistico secondo te?
Sì, molto. I ragazzi non sanno cosa significa fascismo. Per questo è importante portare a teatro questi temi.

Rispetto a questo, il teatro ha una grande responsabilità?
Secondo me l’artista ha una posizione peculiare, l’artista è straniero per natura ed è una condizione reale. L’artista è straniero al mondo perché spesso afferma e sposta la visione delle cose e per questo viene additato. Rischiamo spesso di arrivare a margine della società.

Nel tuo libro “I cani danzanti” scrivi che il nostro corpo è la nostra casa, secondo te è lo spazio ideale?
Il corpo è un punto di partenza, che ti permette di essere. Il proprio corpo si incontra con gli altri, non solo con gli altri corpi ma anche con altre dimensioni. Rappresenta anche la patria, la possibilità umana di incontrare l’altro. Il mio incontro inizia sicuramente dalla presenza fisica.

Rispetto a questo, ci sarà anche un seminario per attori e danzatori “La voce che danza”, spazio, corpo e sensibilità, che tipo di lavoro farai?
Partirò dalla mia esperienza attoriale, dlla voce come spazo di arte per fare un lavoro dove il corpo è voce, il corpo che canta e la voce che danza. Su questo si basa il mio lavoro.

Per coinvolgere il pubblico cosa bisogna fare?
L’artista deve produrre e trovare degli spazi per andare avanti, per molto tempo siamo state vittime di unasituazione del non appoggio. Gli artisti sono importanti per lacrescita culturale della società però spesso siamo ignorati. Noi dovremmo andare all’attacco.

di Alessandra Mammoliti