Alla ricerca della felicità, Laura Imai Messina presenta il suo secondo romanzo

22 febbraio 2018 Cultura
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Laura Imai Messina

Si intitola “Non oso dire gioia” il secondo romanzo di Laura Imai Messina – pubblicato il 13 febbraio per Piemme. Stasera alle 18.00 presentazione a La Gilda dei Narratori.

Nella vita di Clara le strade hanno nomi mutevoli, quelli dei pensieri che leattraversano la mente mentre il corpo le percorre. Si perde nella geografia della cittàcosì come nel passato da cui è fuggita da ragazza. Sposata a un uomo che non ama, insegue invano una maternità che dia senso al matrimonio e, insieme, alla sua vita. Ma quando ogni speranza sembra persa, Clara si ritrova a compiere un gesto atroce, inaspettato, e nello stesso drammatico istante a realizzare il proprio sogno. Marcel e Jean sono migliori amici. Jean vive l’amicizia con Marcel come una compensazione alla felicità mancata, sempre rimandata nell’infanzia e nell’adolescenza. Marcel, invece, non ha mai conosciuto il padre ed è una voragine quel vuoto. Soggiogato dall’amoresoffocante della madre e dalla possessività dell’amico, conduce un’esistenza piatta,insignificante, indegna del suo valore. Poi però un giorno per Marcel arriva la gioia, una gioia che quasi non si osa dire ad alta voce. È Momoko, una donna giapponese,anche lei con un segreto doloroso che ha segnato la sua storia personale, eppure determinata a fare della propria vita la loro, rovesciando l’Oriente nell’Occidente diMarcel e insegnandogli un diverso modo d’essere e di amare. Tuttavia la gioia è complicata da gestire, soprattutto quella altrui, e quando appartiene solo a due persone, sa scatenare sentimenti d’odio e di vendetta in chi sta loro accanto.

Laura, i protagonisti del romanzo stanno cercando di capire se riescono a raggiungere la felicità?
Sì, questi personaggi cercano una realizzazione nell’incontro, nel separarsi, nello scoprirsi, nell’innamorarsi.

C’è un modo diverso di essere felici in Italia e in Giappone?
La ricerca della felicità è decisamente diversa, l’Occidente sembra che se la deve meritare, il Giappone è più cauto nei sentimenti e questo rende tutto più sereno. Il Giappone è misurato, si diventa amici con più difficoltà, ci si innamora molto più lentamente.

Secondo te dipende anche dalla lingua? Dal modo in cui ci espriamo?
Indubbiamente, la lingua giapponese si basa sul non detto. Come “leggere l’aria”, la conversazione tra due persone, in questo senso si guarda l’altro, si cerca di capire i segnali, per non invadere il mondo degli altri. Invece, in Italia si diventa subito amici e magari dopo mezz’ora si capisce che l’altro non ci piace. In Giappone prima di raccontare qualcosa di sé ci vuole tanto e per un’occidentale ci vuole molta pazienza per i giapponesi invece è normale.

Hai mai pensato di tornare in Italia?
Sinceramente no, vivo qui da tanti anni e la direzione che ho preso mi è piciuta e sono felice di vivere in Giappone. Mi piacerebbe tornare di più come turista.

Hai mai pensato di scrivere in lingua Giapponese?
È difficile raggiungere una ricchezza terminologica anche se il giapponese lo parlo senza problemi però c’è già una complessità di pensieri che scrivere in un’altra lingua significherebbe concentrarmi totalmente sulla lettura di testi in giapponese.

Stai scrivendo il tuo nuovo romanzo?
Scrivo di continuo e sicuramente usciranno altri lavori.

Per scoprire di più su Laura Imai Messina: GIAPPONE MON AMOUR

Laura Imai Messina è nata a Roma nel 1981, si è laureata in Lettere all’Università
La Sapienza e si è trasferita a Tōkyō a 23 anni, dove ha conseguito un dottorato
presso la Tōkyō University of Foreign Studies. Insegna lingua italiana all’università ed
è ricercatrice di letterature comparate. Scrive romanzi nei caffè di Tōkyō e durante gli
spostamenti in treno tra le tante linee che attraversano la capitale. Abita tra
Kamakura e Tōkyō insieme a suo marito Ryōsuke e ai due figli.

di Alessandra Mammoliti