GeoStreet – in viaggio con Roberto Grano: Le risorse geotermiche in Sicilia

22 febbraio 2018 Senza categoria
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Nel corso dei nostri viaggio abbiamo scoperto che la Sicilia è composta da diversi e variegati contesti geologici e geodinamici, con età molto differenti tra loro, ma con un fattore comune: il Cambiamento perenne.
Tutta l’isola infatti è in movimento, a volte in superficie a volte a grandi profondità. Ciò implica che non solo la Terra è in movimento e in cambiamento, ma anche ciò che la Terra porta con sé: risorse e opportunità.
La Sicilia è ricchissima di risorse geotermiche, a varie temperature e composizione delle acque: le applicazioni dunque possono essere le più disparate.
Una risorsa geotermica si viene a creare nel momento in cui sotto una falda acquifera si trova una sorgente di calore come ad esempio una massa di magma o una risalita di gas caldi tramite faglie e/o fratture.

Iniziamo dal Nord-Est: a Lipari, le terme di San Calogero sono una sorgente di acqua calda che sgorga naturalmente a 90°C, già nota ai tempi dei primi insediamenti preistorici sull’isola. Oggi l’area è interdetta al pubblico per via dell’altissima temperatura. Questo tipo di risorsa termica si presta meglio ad essere sfruttata per un eventuale utilizzo ad uso energetico. Altre risorse di questo tipo si trovano a Vulcano e in Sicilia nordoccidentale dove si stima che le temperature non superino i 100°C e procedendo da NE a SW, degradano da 50°C a 90°C nella zona di Mazara del Vallo.

In Sicilia Orientale invece sono degne di nota le località di Alì Terme e Acireale (23°C), dove vi sono delle risalite di acque a temperature relativamente modeste ma che in sé portano un carico di sali che possono avere delle applicazioni terapeutiche.
Alle pendici dell’Etna, poco fuori dall’abitato di Paternò si trovano le salinelle, cioè dei vulcanetti di fango dovuti alla risalita di acque calde (30°C) che prima di arrivare in superfici incontrano uno strato d’argilla, che si mescola all’acqua calda e crea dei veri e propri vulcani di fango.
Un caso simile lo si ritrova nelle più tristemente famose maccalube dal termine arabo (Maqlùb) che tradotto letteralmente significa ”ribaltamento della terra” e oggi utilizzato come termine generico per indicare i vulcanetti fangosi. Precisamente nell’area di urbana di Caltanissetta, nel 2008, queste manifestazioni sono state protagoniste di dissesti: vi sono state fessurazioni in strade ed edifici ed eventi parossistici della durata anche di 7 minuti con espulsioni di acqua, fango e gas ad altezze di 30 metri. Si sono sedimentati depositi argillosi con diametro di 200 metri. Quello dell’attività delle Maccalube di Caltanissetta è un fenomeno che si manifesta con una certa frequenza ma con ciclicità discontinua.

Nella provincia di Agrigento si trovano due località termali molto particolari che sono le Terme dell’Acqua Pia di Montevago dotate di piscine termali dove vengono convogliate le acque che sgorgano ad una temperatura di 40°C dall’omonima sorgente dell’Acqua Pia, e le Terme di Sciacca dotate di singolari grotte calde di vapore che possono equipararsi in tutto e per tutto a delle vere e proprie saune naturali, con temperature naturali comprese tra i 32°C e i 56°C.
La Sicilia in particolare, è una regione che si presta particolarmente alla ricerca di sistemi geotermici per la sua particolare ubicazione geologica, ma i dati in nostro possesso sono o troppo superficiali o poco aggiornati, urge dunque un aggiornamento di questi. Le manifestazioni termali superficiali sono abbastanza eloquenti

: nel sottosuolo siciliano ci sono fonti di calore dislocate praticamente ovunque; nostro compito è quello di procedere a esaminare questi fenomeni con maggiore attenzione e cura nel rilevare i dati, affinché le risorse che ci offre la natura possano essere un valido aiuto tanto per risollevare l’economia tanto per lasciare in eredità alle future generazioni un pianeta incontaminato e ancora ricco di risorse.