A Tutta Trama – Uno strano inizio

7 febbraio 2018 Blog
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Dicono che le persone che sanno di dover morire abbiano voglia di fare tutte quelle cose che non sono riuscite a sperimentare durante la loro vita.

Tipo sciare, e magari lo scii gli è sempre stato sulle palle come sport o vivono in una località di mare, e sai che gliene importa! Ti pare che uno può voler sciare? E’ come quando sei incinta e c’hai le voglie, ma io non sono incinto e non credo lo sarò mai.
La verità è che sono diverso, non è che ho la certezza di dover morire proprio adesso, però aspetto che me lo dicano. Sono – come si dice? – ipocondriaco. Se sapessi di dover morire a breve, mi sentirei libero.
Manderei a fanculo mia suocera e il mio capo, andrei a vendicarmi di quelli che mi chiamavano tappo da bambino e forse delinquerei. Sì, cavolo! Ruberei anche solo una caramella, ma almeno avrei infranto la
legge. Sai che brivido. Eh già, ma provateci voi a sapere di essere sul punto di morire e trovare la forza per fare tutte queste minchiate.
Mi servirebbe solo un po’ di coraggio; potrei andare dal barista sotto casa e dirgli che fa un caffè bruciato da vomito, oppure mettermi a disegnare dei piselli enormi sulle macchine fatte di brina e urlare che non sopporto le cene con i parenti. Io, la vita, non l’ho mai presa troppo sul serio. Anche Sonia, per esempio, la amo o no? Eppure mi dispiace, è una brava ragazza, carina e sarebbe una buona madre. E il mio lavoro? Una laurea in economia, presa in ritardo e solo far piacere a mio padre, il Dott. Duili. Che delusione per lui: il suo unico figlio che fa l’impiegato statale, e tutto grazie al favore dei suoi potenti amici. Adesso sono qui, in attesa della telefonata della mia vita o della mia morte. Restare o andare? Vivere davvero o iniziare a morire?

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