Radiofonicamente parlando – Ciao Dolores

16 gennaio 2018 What's Up
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Oggi sono arrivata in radio decisa a passare Dreams. La canzone che accompagnava le mie giornate a liceo, i miei ritorni da scuola. Quando pranzavo da sola perché uscivo alle 14. Quando finivo di studiare – mentre i miei compagni andavano a prendersi il caffè in centro – io chiudevo il tavolo della cucina, attaccavo la radiolina nera e di solito arrivava la sua voce bellissima.

Non credo di essere stata quella che gli adolescenti oggi chiamerebbero sfigata ma di certo sono sempre stata un tipo strano con la fortuna – nonostante tutto – di alcuni: una sorella più grande e la sua musica e ricordo che nei suoi dischi tra gli Ace of Base e i Blur, c’erano sempre anche i Cranberries.

Se avessi potuto scegliere, avrei sicuramente scelto di essere Dolores, era bellissima e – soprattutto – bravissima.
Insomma oggi ho passato Dreams solo per dedicarti un mio banalissimo momento e con le cuffie addosso mi è venuto da piangere.
Non mi era mai successo, radiofonicamente parlando.

Allora ci si sente così? Quando ci si affeziona a un artista, a un momento, a un disco, a un pezzo della vita? Credo di sì.
di Alessandra Mammoliti