Street Soccer (e non solo) – L’impari lotta del Messina

Foto di Giovanni Isolino per Messina nel pallone

Foto di Giovanni Isolino per Messina nel pallone

Il prologo
L’8 settembre 1943, il maresciallo Pietro Badoglio (allora Capo del governo italiano) annunciò l’entrata in vigore dell’armistizio di Cassibile firmato dallo stesso governo con gli Alleati della seconda guerra mondiale. Badoglio alle 19,42 lesse il messaggio al microfono dell’Eiar (all’epoca operatore radiofonico in regime di monopolio del territorio italiano) annunciando la firma con gli anglo-americani.

Le mani avanti
Con l’ironia che contraddistingue questa rubrica e aiutato da Blob, lo storico programma di Raitre, e da un articolo tratto da repubblica.it, abbiamo immaginato di far rivivere quelle parole nella persona di Pietro Sciotto. Il presidente del Messina, dopo la conferenza stampa di presentazione, ha comunicato con la sua tifoseria appena tre volte dall’inizio di questa stagione: la prima per annunciare le proprie dimissioni, la seconda per ritirarle e la terza (in pieno calciomercato) per ribadire la propria volontà di trasferirsi al più presto al Celeste.

Voce fuori campo
Poco più di un minuto. La voce ferma del presidente del Messina Pietro Sciotto. Parole che, dalla sede dell’autosalone sito al chilometro 7 della Strada statale all’altezza di Tremestieri, attraversano tutte le case, le piazze, le cucine e i luoghi dove le famiglie messinesi si raccolgono per avere le ultime notizie su una squadra di calcio che sembra non voler uscire dalla mediocrità della Serie D. Sono le 19 e 42 del 20 dicembre 2017.

Il discorso
“L’Acr Messina 2017, riconosciuta l’impossibilità di continuare l’impari lotta contro la soverchiante potenza di compagini come Troina, Nocerina e Vibonese, nell’intento di risparmiare ulteriori fondi, ha scelto di operare con parsimonia nel calciomercato invernale, chiedendo un armistizio alla tifoseria, unico comandante in capo del vessillo giallorosso. La richiesta è stata accolta. Conseguentemente, ogni atto di ritorsione contro la suddette forze della tifoseria (“lascio tutto”, “ho speso 400mila euro” ndr) deve cessare da parte della società in ogni luogo. Essa però reagirà ad eventuali attacchi di qualsiasi provenienza”.

Voce fuori campo parte seconda
La resa. Un’ammissione di debolezza così lontana dall’ethos del calcio moderno, così forte nella sua fragilità da gettare l’intera città in un deludente caos che potrebbe durare fino alla fine della stagione.

L’epilogo
Ora, lungi da noi voler spiegare il mondo della comunicazione a un imprenditore del calibro di Pietro Sciotto, ma il girone d’andata del Messina è costellato da un serie di imbarazzanti errori che nessuno avrebbe mai potuto immaginare. Per questo, le rassicurazioni alla gente del presidente sarebbero state assolutamente gradite e opportune: al di là del gioco dato alla squadra da Modica (ma i risultati sono balbettanti) appare difficile, anche per un inguaribile ottimista, vedere la luce in fondo al tunnel della quarta serie. Nella speranza che il 2018 porti a Messina una maggiore serenità sul piano calcistico, ne approfittiamo per fare i migliori auguri al presidente Pietro Sciotto, consapevoli che abbia tratto profitto dai propri errori e sappia come riportare in alto il calcio della nostra città.

di Antonio Billè