WikiGreg – pillole di musica dissidente: Sei bella perché la musica c’è

20 dicembre 2017 Blog
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Basiliscus P – Foto di Francesco Algeri

Una persona molto sensibile mi ha detto che a volte introduco, nelle lunghe conversazioni che siamo soliti intrattenere sempre più spesso, in modo quasi casuale la notte del mio incidente. Dico quasi casuale perché le ho risposto che non me ne rendo neanche conto, e credo lei in fondo mi abbia dato ragione. Era una sera strana, quella, e non sarei neanche uscito. L’ho fatto (e lo rifarei altre cento volte) solo per il concerto che dovevo andare a vedere, perché la sera del primo aprile c’era il release party di Placenta e quella sera per un motivo o per l’altro non me la sarei mai più dimenticata.

Placenta è il primo disco vero dei Basiliscus P, che ho l’onore e il piacere di conoscere da anni e per cui, con orgoglio, faccio il tifo praticamente da sempre, quando questo gruppo era solo un side project che poi ha pian piano cominciato a camminare sulle sue gambe, diventando grande e sfornando un bimbo meraviglioso. Un bimbo nato in vinile, un supporto che ormai è tornato di moda ma che rende giustizia alla ricercatezza del suono, alle cavalcate strumentali che accompagnano le nove tracce.

 

Quest’anno Federica, Luca e Marco sono le tre menti dietro la canzone di Natale della radio, sono il trio che ha rivoltato una hit storica come Amore Disperato, cambiandola tutta ma lasciando quell’animo che Nada le aveva imposto quasi trentacinque anni fa. Natale Fiscale è diventata una delle mie canzoni di Natale preferite di RadioStreet (insieme a Christmas is all around) anche grazie a loro.
E non perché di tante delle loro canzoni ricordo la genesi, le sere ad Acqualadrone a provare qualche registrazione più pulita cui avrebbe poi fatto seguito una maniacale voglia di perfezionarsi, migliorare, affinare il più possibile tutto per ottenere sonorità meno provinciali possibili, un suono in cui potersi rispecchiare a qualsiasi latitudine; no, non è per questo, ma perché, quando con Alessandra abbiamo immediatamente pensato a loro, la risposta è stata entusiasta e l’impegno esemplare. E il risultato è davanti a tutti: Natale Fiscale è (nonostante noialtri caciaroni irrimediabilmente portati al cazzeggio) potente, massiccia, rispettosa dell’originale ma pienamente nel loro stile, e non fa stare fermi un attimo. Entra in testa come il più volgare dei tormentoni, ma indossando il vestito della domenica, o delle feste—il vestito di Natale, per intenderci.

Grazie di cuore a Federica, Luca, Marco. È stato, come sempre, un onore.

Ascolta qui Placenta
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