Speciale Brunch – Quello che non si può raccontare

12 dicembre 2017 Blog
#alessandra mammoliti
#il brunch
#l'imamgine è l'unico ricordo che ho
#letizia battaglia
#messina
#nerina toci
#radiostreet

nerina toci
L’immagine è l’unico ricordo che ho. È questo il titolo del primo libro fotografico di Nerina Toci.
Quello che oggi in diretta – al Brunch – non sono riuscita a dire. Ma non perché non conoscessi il nome del volume con i 29 scatti – rigorosamente in bianco e nero – della talentuosa artista di origine albanese, pubblicato il 9 novembre per Navarra Editore, con una splendida prefazione di Letizia Battaglia, ma perché d’un tratto ho avuto un vuoto.

Credo non mi fosse mai capitato, intendo il vuoto in radio durante un’intervista. La cosa curiosa ed empatica è che anche a Nerina è successa esattamente la stessa cosa.
Vuoto totale, anche lei, durante la nostra chiacchierata.

Sarà che siamo nate lo stesso giorno dello stesso anno o sarà che mi ritrovo nelle sue immagini. Ventinove foto che raccontano l’inquietudine aggraziata dell’artista (come scrive la Battaglia) con una giusta dose di autoironia. Quella capacità, insomma, di sollevarsi sempre nei momenti di difficoltà. E anche oggi – quando poi ci siamo incontrate durante la presentazione della sua opera nella sala lettura della Biblioteca comunale “Tommaso Cannizzaro” del Palacultura – abbiamo sorriso di quello che era successo.

Quelli più bravi di me, tra cui Enrica Carnazza responsabile dell’Ufficio Promozione dei Giovani Artisti, Monica Lanza dello Spazio Laboratorio Orlando Contemporaneo e Michele Di Dio critico, storico e fotografo hanno saputo individuare tutti gli elementi che caratterizzano la giovane Nerina.
Io posso dirvi che Nerina Toci è ironica, fluttuante, consapevole. Nerina è un’ondaemotiva, conscia di avere un mondo dentro che deve necessariamente esprimere e ne L’immagine è l’unico ricordo che ho ci riesce benissimo. I suoi scatti, realizzati in posti magici di Sant’Agata di Militello, raccolgono quello che di più onirico può vivere una quasi trentenne, che si affeziona con fretta al presente e continua a sognare di essere là, altrove ed è quasi difficile afferrarla.

Ma del resto non si può sempre raccontare cosa esiste dietro un’immagine, dovremmo viverla, assaggiarla e ricordarla per come ce la restituisce l’artista e un po’ anche per come siamo fatti noi. Grazie Nerina, oggi è stato un bel vuoto.
di Alessandra Mammoliti