L’avvelenata – Il popolo bue

12 dicembre 2017 Blog
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di FRANCESCO CERTO
“La Boschi e la Boldrini erano presenti al funerale di Totò Riina! Condividi se sei indignato!!!”. Già così farebbe abbastanza ridere. Le fake news sono ormai il ritornello con cui stancare la platea nell’infinita campagna elettorale nazionale. Una volta le avremmo chiamate semplicemente cazzate, ma oggi un nomignolo all’anglosassone non lo si nega più a nessuno. Chiaramente la Boschi e la Boldrini non solo non erano al funerale di Riina, è la cerimonia a non essersi proprio tenuta. Senza voler essere troppo offensivi, potremmo dire che se qualcuno finisce per credere ad una cosa del genere non merita aggettivi diversi da idiota. Sarà pure politicamente scorretto, è però palese come il foraggio per i piazzisti della bufala sia un pubblico di imbecilli.

Di storie inventate ne è costellato l’universo mondo: innocue, risibili, ridicole, pericolose e spesso divertenti. Come sempre la classificazione è data dalla percezione, se una cosa ti strappa un sorriso diventa ilare nonostante sia una boutade di totale invenzione. Il momento del cambiamento non è quindi legato alla portata della bufala ma a come il pubblico la riceve. Siamo diventati più stupidi? Possibile, anzi probabile perché la quantità di sciocchezze che giornalmente diventano notizia è rabbrividente.

Finché lo stolto crede che la luna sia fatta di formaggio nessun problema, tanto era già stupido di suo. Quando però cominciano a moltiplicarsi le associazioni dei “Terrapiattisti”, ecco che cominciano i guai. Lo scemo del villaggio diventa virale, soprattutto rivendica la sua autenticità e non vuole essere messo alla berlina. Siamo di fronte al cretino consapevole, quello che ha fatto tutto il giro dell’ignoranza ed è pronto ad affermare che: “L’unico illuminato sono io”. Si arriva al punto di chiedere su Twitter (che in italiano significa: Terra degli scemi) all’astronauta Cristoforetti: “Tu che l’hai vista, la Terra è davvero tonda?”. Onestamente più di una carezza e un paio di pillole colorate questa gente non merita, purtroppo però si moltiplicano gli aventi bisogno di attenzione neuronale, con buona pace degli ultimi sani di mente.

Esiste, poi, un ultimo mondo di boccaloni e creatori di falsità: i giornalisti. O presunti tali, ovvero quelli che devono riempire il loro sitarello e non possono tirarsi indietro di fronte a nulla. I consapevoli della bufala meritano un girone infernale tutto loro, ci sono però gli involontari cioè quelli che nonostante il mare di verifiche che dovrebbero fare prima di pubblicare una notizia, se ne fregano e sparano a caratteri cubitali che un sub è finito in un Canadair o che Renzi ha menato due vecchiette a colpi di 80 euro.

Rassegnarci? Giammai! Mai arrendersi all’imbecillità dilagante, però sarebbe davvero inutile anche combatterla. Oscar Wilde diceva: “Mai discutere con un idiota, ti trascina al suo livello e ti batte con l’esperienza”, allora l’unica soluzione è quella di stamparsi un sorriso in faccia e di prenderli ripetutamente, sanamente, instancabilmente per i fondelli.