Speciale GeoStreet – in viaggio con Roberto Grano: Arte è Scienza

IMG_2990La scorsa domenica il Museo Regionale di Messina si è reso protagonista di una manifestazione che ha coinvolto molti altri enti in tutta Italia: parliamo infatti di Arte è Scienzamanifestazione organizzata dall’AIAR – Associazione Italiana ARcheometria per promuovere lo stato dell’arte, l’interazione e la presenza dell’archeometria in tutto il territorio nazionale; questa è una scienza che indaga le opere d’arte, i manufatti antichi e il patrimonio culturale artistico tramite aprocci scientifici all’avanguardia, volti a definire il dettaglio delle composizioni chimiche, mineralogiche e/o fisiche degli oggetti in esame. I campi di applicazione sono i più svariati: si parte dalla ricerca pura alle indagini per risalire alla paternità di un’opera fino ad arrivare addirittura a indentificare in quale cava o zona è stato estratto un particolare minerale che poi è stato usato come colorante per una tintura.
La rassegna, giunta al suo quarto anno d’età è sbarcata per la prima volta al Museo Regionale di Messina grazie all’architetto Gianfranco Anastasio, organizzatore dell’evento insieme alla direzione del museo stesso grazie ai dottori Rosa Ponterio, Viviana Mollica Nardo e Franz Saia, che hanno illustrato con entusiasmo nei minimi dettagli le applicazioni di due tecnologie in particolare: il Laser Scanner e la Spettroscopia Raman.
La prima consente di riscostruire la forma di un oggetto e la sua evoluzione nello spazio tridimensionale ma – soprattutto – la seconda ha attratto i visitatori del museo: si tratta, infatti, di una metodologia diagnostica che consente, tramite laser a diversa frequenza, di ricavare la frequenza vibrazionale propria di un determinato materiale, a livello atomico; in altre parole fornisce una sorta di impronta digitale dei vari materiali. Oggetto di studio di questa tecnologia è stato il dipinto “Fuga in Egitto” di Ignoto.
Lo scopo di queste indagini in ambito pittorico sostanzialmente è quello di ricavare la scuola, la natura delle tinture e dei coloranti e con un po’ di fortuna anche di risalire all’autore; è chiaro che estrarre questi dati richede mesi se non addirittura anni di studio e approfondimenti da parte dei ricercatori.