Radiofonicamente parlando – 18eLode

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Ho incontrato Marco e Serena in due momenti – radiofonicamente parlando – assolutamente diversi.
A Marco – dopo una veloce telefonata e un incontro in Galleria, durante il sopralluogo di una diretta – non avevo dato molte chance, sarò onesta.
Parlava troppo, si parlava addosso e aveva un’idea di radio che era diametralmente opposta da quella di RadioStreet. “Se vuoi fare lo Zoo, non è il posto giusto” gli dissi, con la mia solita faccia ribelle nei confronti di chi la radio non la conosce.
A Serena, invece, l’ho incontrata tra i banchi dell’università per il progetto “Street News” che probabilmente molti di voi si ricorderanno.
Se Marco aveva un’idea diametralmente opposta alla mia, Serena di idee sulla radiofonia ne aveva poche, pochissime. Però scriveva bene e questo bastava.
Dopo giorni e mesi passati ad ascoltarli in situazioni diverse, ho pensato che insieme avrebbero potuto scoprire mondi nuovi, nuovi punti di vista. Avrebbero potuto colmare le mancanze dell’altro: da un lato il mettersi in gioco sempre, ad ogni costo, di Marco e dall’altro quello di essere meticolosi e positivi di Serena.
Da qui nasce l’idea di un format dedicato ai più giovani, a chi frequenta l’università, a chi sta pensando al proprio futuro e ai nuovi orizzonti che ci si presentano davanti.

Era un pomeriggio di fine agosto, la redazione era deserta e loro due mi stavano davanti neanche fosse un esame.
“Allora io pensavo di …affidarvi un programma sull’università”, dissi secca e precisa.
Tutto quello che è successo dopo lo potete ascoltare da lunedì al venerdì dalle 16.00 alle 17.00.

Serena e Marco sono ancora all’inizio di questa avventura, si scontrano, si punzecchiano, si confrontano. Talvolta per quanto mi riguarda, approcciarsi ad un ragazzo di vent’anni non è facile perché devi sempre misurare le cose che dici e il modo in cui lo fai.
Tutto, ma davvero tutto, per loro diventa di fondamentale importanza. Diventa assoluto.
Proprio per questo, auguro a questi due giovani di non perdersi nella totalità delle cose, ma di mettersi sempre in angoli diversi per poter affrontare meglio la radio e anche tutto il resto che alcuni chiamano vita.

di Alessandra Mammoliti