Radiofonicamente parlando – Quando sei l’unica ragazza in una redazione di soli maschi

parte della redazione maschile di RadioStreet

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Quando sei l’unica ragazza – o almeno la persona di sesso femminile che passa più tempo in questa redazione di matti – la vita non è sempre facile, radiofonicamente parlando.
Quando ho detto, poi, ai miei colleghi che avrei scritto qualcosa sulle loro quotidiane abitudini radiofoniche e non, è calata la paura. Sicuramente smentiranno.

Cosa potrai mai dire su di noi? – Dicevano in coro.
Che fate casino! Fate sempre un sacco di casino quando siete in gruppo. Che non vi interessa un bel niente se sto facendo altro! Voi dovete venire a interrompermi sempre e comunque. Però se siete voi quelli impegnati ovviamente non potete essere disturbati. Deve essere fatto sempre tutto e subito.
I maschi sono così.
Egocentrici, eccentrici, doloranti, disordinati, rumorosi. Accusano noi donne di parlare tantissimo ma ho le prove per smentire questo luogo comune. Anche i maschi parlano tantissimo, sono vanitosi, insicuri, fragili.
Sono un po’come noi, con la differenza che noi donne abbiamo la decenza di lavarci le mani dopo essere andate in bagno.
Ogni riferimento a fatti o persone è puramente casuale.

Però – vi assicuro – che avere una redazione quasi tutta al maschile ha anche molti vantaggi. Sono sempre pronti a darsi da fare, ad arrampicarsi, trasportare, progettare, farmi distrarre quando vedono che ho il muso e soprattutto sanno lavorare in team. Perché l’uomo – a differenza di noi donne – sa fare squadra senza avere timore o soffrire la competizione. Mi hanno insegnato che non bisogna mai prendersi troppo sul serio, che talvolta è meglio sdrammatizzare e non crogiolarsi se la giornata è andata storta. E che l’amicizia, quella vera, esiste.
Non mi dispiacerebbe avere un paio di colleghe in più ma posso ritenermi fortunata. Molto fortunata, sono proprio dei bravi ragazzi.

Paura eh?
di Alessandra Mammoliti