GeoStreet – in viaggio con Roberto Grano: Terremoto Zagros

16 novembre 2017 Blog
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Oggi ci occupiamo di un evento sismico accaduto recentemente: domenica 12 novembre alle 19:18 ora italiana, il confine nordoccidentale tra Iran e Iraq è stato colpito da un terremoto di Magnitudo 7.2 causando un bilancio di circa 341 morti e 5340 feriti per l’Iran e 11 morti e 30 feriti per l’Iraq.
Non è la prima volta che quest’area viene colpita da eventi sismici di tale intensità: il terremoto di maggiore intensità più recente risale al 16 aprile 2013, anno in cui l’area fu colpita da uno sciame sismico (tanti piccoli terremoti che sfociano in un evento maggiore), simile a quello del Terremoto di Amatrice del 2016, in cui la scossa più forte (Mainshock) fu di Magnitudo 7.8 (e quindi maggiore a quella che vi racconto).
Quest’intensa attività sismica, sia quantitativamente che qualitativamente, è dovuta alla collocazione geografica della zona: infatti nel quadro generale della tettonica delle placche, queste formano un puzzle globale in continuo movimento: ma tra queste si annoverano anche delle placche minori o appunto microplacche, e l’Iran è una di queste. 
La pecularità delle microplacche risiede non solo nelle dimensioni ridotte ma anche nel fatto che si trovano incuneate tra placche molto più grandi, spesso di dimensioni continentali, che hanno molta più forza e quindi ne sono geologicamente succubi.
La microplacca iraniana ne è un esempio lampante: questa si trova compresa tra la placca Araba (a SudOvest) e la placca Eurasiatica (a NordEst). A delimitare il tutto, la faglia NordAnatolica che è uno dei più estesi sistemi di faglie trascorrenti continentali, e per circa 1600km marca il limite tra la Placca Eurasiatica e 
la Placca Anatolica, dalla giunzione tripla di Karliova, ad Est, fino al Golfo di Saros, ad Ovest.
Inoltre, l’area è soggetta all’orogenesi dei Monti Zagros, che si stanno attualmente sollevando con una velocità di 25mm all’anno. Questo complesso quadro della situazione chiarisce il perchè e il come l’area sia soggetta a una sismicità così intensa e frequente in quanto è sismicamente sollecitata praticamente da ogni parte, tale che l’Anatolia si sta spostando verso Ovest e l’Iran verso Est (chiaramente in tempi geologici).
Eventi del genere devono essere un promemoria sociale affinchè si ponga più attenzione alla cultura della prevenzione

, unica vera arma cui si possono mitigare i danni a persone e cose.