WikiGreg – Pillole di musica dissidente: fortunatamente non è nemmeno Atlanta

jovanotti
Nello scorso weekend sono usciti i singoli che anticipano rispettivamente il nuovo disco di Jovanotti, prodotto da Rick Rubin, e Revival, l’attesissimo (da me) album di Eminem.
Mentre le ascoltavo pensavo di impostare la rubrica su di loro, poi lunedì l’Italia non si è qualificata al mondiale e io ho pensato di scrivere qualcosa che potesse riguardare uno dei fatti più tristi della storia del nostro paese.

La pillola di oggi però è su Jovanotti, per darvi l’idea di quanto sia pessima quella canzone. La celebrazione della vita ha troppe citazioni per definire un’identità e una produzione che non è in grado di sistemare i problemi di Jovanotti che non sta al passo, si finge giovane ma affoga costantemente.
L’altra faccia della medaglia è Eminem, che metterli nello stesso paragrafo è anche offensivo quindi

andiamo a capo e ricominciamo.
Walk on water è una canzone meravigliosa, in cui il Rap God si riscopre debole, affronta i suoi limiti e il peso dell’attesa che ogni volta precede tutti i suoi lavori. Le due facce del rapper che ha cambiato gli ultimi vent’anni di musica anche solo con la sua presenza su un palco, in studio o in video.

There was a time I had the world by the balls, rappa in Walk on water. Ricorda quel successo inatteso, difficile da gestire ma che non ha rovinato quella scintilla che ancora oggi splende al meglio dentro sé, il dissidente forse più influente delle ultime due decadi. In Italia, intanto, una delle star più famose ci ricorda che non è il Mississippi e nemmeno Atlanta.

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