WikiGreg – Pillole di musica dissidente: The man who played God

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“Dobbiamo mettere un cd? Nel 2017?”
Quando all’inizio della #maratonaRS Giuseppe D’Avella aveva rotto la radio, ha pronunciato queste parole. Io stavo guidando, avevo appena trovato parcheggio in via Argentina mi pare, o forse ero ancora immerso nel caos di un viale della Libertà ancora ignaro di chi fosse il nuovo presidente della regione.

Un cd nel 2017 ha poco senso per tanti, perché vivendo di musica mi rendo conto che anche io, ormai, molti dischi li acquisto quasi per feticcio, o per ricambiare l’artista della validità del suo prodotto. La prendo più larga, un attimo, sì, ci sto arrivando. Ecco, lo dico: la gente non ascolta più musica. Ed è grave, gravissimo. Chi si lamenta della pochezza culturale di questa città è spesso una persona che vive di cultura passata, di grandi classici. Belli, giusto, bravi tutti: ma cultura è anche qualcosa che accade ora, è l’ultimo disco di Willie Peyote (che venerdì lo intervistiamo ve lo ricordate, no?), è scoprire con qualche tempo di ritardo il secondo lavoro solista di Raine Maida, è immergersi a pensare, un sabato notte in cui ti poni dubbi esistenziali, nella malinconia di John Murry o nella rabbia di Kaos One.

I miei feed social sono pregni di gente che si lamenta, in un senso o nell’altro, del voto. Tutti hanno qualcosa da dire agli altri, e in pochi mostrano un pizzico di necessaria autocritica. Io vorrei solo sapere che musica passa nelle loro menti, mentre scrivono quell’accozzaglia di parole sbraitate a caso per manifestare la loro rabbia. Io vorrei sapere se lì dentro c’è un germoglio da cui far nascere cultura. Poi il voto buono, si sa, è di testa e non di pancia. E voi, sì, voi che state leggendo queste righe, prima di andare a votare con quale canzone avete riscaldato la vostra mente?

Questa è quella mia. Ve la consiglio, di cuore & col cuore, perché anche se non credete in questo o quel candidato, anche se potrete non ritenere vero quello che vi sto dicendo, la musica salverà il mondo — almeno per qualche minuto.

All things you can see around you
You can change them, rearrange them in your mind
If you love tales of transformation
Well then: one, two, three
You could be the man who played God

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