WikiGreg – Pillole di musica dissidente: Sindrome di Greg

locandina intervista willie peyoteUn paio di anni fa ho preso una strana forma influenzale che mi ha costretto a letto qualche giorno più del previsto.

Non avendo al tempo legami lavorativi, per riprendermi del tutto ne ho impiegati uno o due più del necessario — giorni trascorsi a letto a spulciare video su YouTube. È in questo periodo che ho conosciuto quello che ad oggi reputo il mio comico preferito, Ricky Gervais.

Gervais è un ateo di ferro, ma dalla mentalità particolarmente aperta, nel senso che a lui non importa insultare altre religioni, gli interessa poter affermare la sua identità senza preoccuparsi di offendere la personalità di nessuno.

Questa è una peculiarità che nell’arte non è comune a tutti, anzi: difficilmente ci sono percorsi liberi da invidie e mancanze di rispetto, è tutto un togliere ad altri piuttosto che prendersi il proprio spazio facendo il proprio. Chi ci prova (e ci riesce) lo fa senza identificarsi del tutto in un qualche genere musicale, libero da paletti imposti ed etichette attaccate a forza da altri: mentre ci si continua a chiedere in tutte le piazze se sia più indie o più rap, uno che col suo ultimo disco è riuscito a mettere d’accordo tutti quelli che i dischi li ascoltano (concetto molto diverso e lontano dal mero mettere in play) è Willie Peyote.

Ed è anche per questo che, venerdì 10 novembre, prima che la sera si esibisca sul palco del Retronouveau per presentare Sindrome di Toret, l’artista torinese sarà mio graditissimo ospite all’interno di Dissident per una bella chiacchierata.

Che poi, pensavo, nel disco c’è anche un inserto di Louis CK, comico molto affine a Gervais, all’interno della traccia con Dutch Nazari: insomma, è tutto un cerchio che si chiude, l’universo ci favorisce anche se io non posso più permettermi di prendere l’influenza—ma questa è un’altra storia.

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