WikiGreg – Pillole di musica dissidente: combattere per l’incertezza

Eddie Vedder

Eddie Vedder

Ho sempre fatto fatica nello scrivere dei Pearl Jam, e anche per questo non ho provveduto nella scorsa puntata di questa rubrica. Certo, c’era l’anniversario di Heroes che faceva quarant’anni, ma in fondo questo spazio è occupato da chi conduce Dissident, ovvero da chi ha basato nome, sigla e codice fiscale della trasmissione su un brano che, giovedì scorso, ha compiuto ventiquattro anni.

Non è una rubrica sulle ricorrenze, sono solo coincidenze. Ma Vs, il disco che nell’ottobre del ’93 segnò un marchio indelebile nella musica americana, ha lasciato un segno profondo in tante vite. È il concept album più grunge possibile, per quanto questa parola sia altro e non solo un genere musicale. Vs è lotta dura, senza quartiere, è l’opposizione a un sistema in ogni sua sfaccettatura, un disco che lotterebbe anche con sé stesso se solo potesse. E in effetti può.

Il senso della vita, il senso di quegli anni di lotta, sta tutto nella traccia 12. Dopo undici brani in cui l’umanità viene irrisa con foga, in cui non vengono fatti prigionieri tra gente al potere e ordine costituito, dopo il ruggito di un Vedder arso dal sacro fuoco dell’odio, Vs termina con Indifference, un brano che chiede, in fondo, che differenza fa se lotto o meno, che differenza fa se stringo forte fino a lacerarmi?

La differenza, in fondo, esiste. È quella che ti spinge a tirarti su dopo un flop, che ti dice di muoverti, non mollare, non lasciare, tenerti focalizzato su quello che avevi pensato di fare. Forse non cambi il mondo, ma almeno cambi te stesso.

Provarci da sempre, provarci per sempre. Questo ci resta.
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