Street Soccer (e non solo)

Foto di Rocco Papandrea per Messina nel pallone

Foto di Rocco Papandrea per Messina nel pallone

Al Messina hanno pareggiato la partita al 93’. A Dovizioso è girata male ad Aragon. Fognini ha perso in finale a San Pietroburgo. Kyrgios è arrivato a un passo dall’impresa contro Re Roger. Totti non gioca più. E neanch’io mi sento tanto bene perché stanno finendo le cialde del caffè. Bella domenica sportiva, insomma.

L’edizione numero 317 dell’Acr Messina pareggia 1-1 contro il Gela (sic!) di Pippetto Romano, uno che la storia in riva allo Stretto l’ha scritta per davvero. Apre Cocuzza su rigore, Ragosta si divora due gol assurdi e pareggia Bonanno al 93’ sempre dal dischetto. Primo punto conquistato in campionato, -11 dal primo posto però il progetto prende forma. Maggio è lontano, il Messina non potrà che arrivare primo, Sciotto batterà Musumeci alle Regionali, Carabellò vincerà il Nobel per la pace e a quel punto io mi sentirò un po’ meglio perché avrò comprato le cialde del caffè.

Martedì sarà già tempo di Coppe Europee: per le prossime settimane la Juventus devasterà tutto ciò che gli capita a tiro manco fosse l’uragano Katrina, perché nei pressi della Mole quando capita che si perde (Barcelona insegna) ci si vendica con assoluta cattiveria nei confronti dell’intero mondo sportivo.
Sabato ne ha fatto le spese il Torino, con Mihajlovic che carica l’ambiente alla Massimo Decimo Meridio e poi fallisce sempre l’esame. Tipo me quando dovevo dare Storia dei rapporti tra Stato e chiesa all’università.
In Europa toccherà ai greci dell’Olympiacos fare la fine del Frangettone di Pulp Fiction contro Jules Winnfield.

Il Napoli è alle prese con il secondo crociato saltato di Milik e con Sarri che è sempre a un passo dalla rottura delle proprie scatole: l’ambiente ideale per affrontare il Feyonoord e portare a casa i primi di questa campagna europea. Poi toccherà alla Roma che ha triturato in una settimana Verona, Benevento e Udinese e continuerà il tour de force contro buone squadre di Serie B affrontando gli azeri del Qarabag (“Minchia, Carabaggio!” [cit.])
Infine ci sarà l’Europa League con Milan, Lazio e Atalanta a confrontarsi con le grandi potenze Rijeka, Zulte Waregem e Lione (almeno una squadra che sappiamo di che nazione sia c’è). Montella è già sulla graticola, Zapata è il sicario e Bonucci salta come il pupazzo gonfiabile dei Griffin.
Serve un Mr. Wolf che risolva i problemi: c’è, si chiama Suso ed è il piede sinistro di Dio, ma si è immalinconito in un ruolo non suo.
Alla Lazio basta Ciro uber alles, perché il resto della squadra è in infermeria, compreso Basta. L’Atalanta incanta, Gasperini insegna calcio e anche Petagna sta iniziando a capire che nel calcio quello strano oggetto sferico va gettato dentro quella rete contornata dai legni: alla Dea nessun traguardo è precluso, giacché si è generata e creata da sola.
NB. Nessun giornalista è stato maltrattato per scrivere questo pezzo e ogni riferimento a persone, cose, elezioni e Premi Nobel è puramente casuale
di Antonio Billè