WikiGreg – Pillole di musica dissidente

Hüsker Dü

La settimana scorsa è morto Grant Hart, cioè un terzo degli Hüsker Dü. Questo fatto mi ha riportato alla mente il giorno in cui venni a conoscenza di uno dei gruppi punk più importanti della storia, e so anche focalizzare con precisione la data.

Era il 14 marzo del lontano 2010, una domenica; io camminavo con relativa fatica verso i miei ventun anni continuando a scoprire la musica nel periodo in cui internet non era ancora questo internet. Al tempo ero fissato con un paio di dischi che in quegli ultimi mesi mi avevano sconquassato l’anima: uno dei due si chiamava A sangue freddo, ed era il secondo (nonché migliore, ad oggi) album del Teatro degli orrori, una band formata da ex membri dei One dimensional man più il leader dei Super elastic bubble plastic.

Il secondo disco che avevo in heavy rotation nel mio mp3 è il centro focale di questa storia. Era il 14 marzo 2010, e io mi trovavo con un bel gruppetto di amici per andare a questa serata con una band che veniva da fuori, dal nord. Fu forse il mio primo contatto con il mondo Retronouveau, che organizzava la serata — un contatto meraviglioso. Il trio sul palco si esibì in un set acustico in una data inizialmente non prevista nel tour del nuovo disco, quello che gli stava cominciando a dare sempre più spazio e visibilità nei siti e nelle riviste di settore.

A fine concerto, mi avvicinai al cantante. Tipo strano, capelli rossi tinti male, sigaretta in una mano e birra nell’altra. Era più alto di quanto mi aspettassi, o forse ero semplicemente io basso. Scrivevo per un giornale impegnato nel sociale, e quella per me era un’intervista assolutamente da fare.

Andrea, la possiamo fare un’intervista rapida?
Anche lunga, ma basta che ci sediamo

Nel 2010 internet, dicevo, non era come oggi, e trovare informazioni non era semplice. Una delle tante (forse troppe) domande che mi venne in mente di fare fu relativo all’origine di quel trio di Pisa che mi aveva fatto perdere la testa. Da dove viene il vostro nome, chiesi; una domanda col senno di poi banalissima, ma che a conti fatti mi fece scoprire qualcosa che non conoscevo. Hai mai ascoltato gli Hüsker Dü?, replica lui. No, rispondo. Sorride e spiega con calma, come fanno quelli bravi, e nel mentre mi lancia un’occhiata come a dire ascoltateli. “Abbiamo unito i nomi di due album, Zen Arcade e Metal Circus, ed è venuto fuori Zen Circus“.

 

 

zen circus

 

 

 

 

 

 

 

Questo, nel mio piccolo, è il ricordo che associo agli Hüsker Dü. Voi spero abbiate iniziato in modo diverso — ma più che altro spero che abbiate iniziato, perché ne vale la pena. Altrimenti, se volete, stiamo tornando anche per questo. Ci pensiamo noi. Voi pensate solo a sintonizzarvi sulla nuova Bella stagione. Manca poco.

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