Radiofonicamente parlando – Settembre

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Settembre è sempre tempo di bilanci e di progetti che prendono vita.
Ricomincia la scuola, le lezioni di danza, la palestra, il corso di cucina. Talvolta si comincia qualcosa di nuovo, si cambia il colore di capelli e si riparte. A Settembre ci si fa delle domande su quello che avremmo voluto fare o se quello che avremmo voluto fare lo stiamo davvero facendo.
Mentre l’estate scivola via che neanche te ne accorgi.
Io non sapevo che avrei fatto la radio. Se me lo avessero detto non ci avrei creduto.
Ero nel mucchio.
Nel mucchio di studentelli che la mattina seguivano la lezione di sociologia e pensavano che se ne sarebbero andati dalla piccola città del sud.
Prima o poi sarebbe successo.
Quello che scrivevo, durante le mie giornate radiofoniche, non mi entusiasmava. Era una cosa che dovevo fare e cercavo di farla al meglio. Gli altri – pensavo io - avevano una marcia in più, sembravano così interessanti e pieni di avventure da raccontare che quando uscivamo in giardino a fare una pausa con le sigarette accese e il caffè in mano cercavo di star dietro solo alla mia ombra.
Mentre si scriveva, la vita della radio andava avanti. Era incredibile e coinvolgente il senso di familiarità che si poteva creare. E io sapevo di volermi sentire in quel modo.
Volevo sentirmi parte di un gruppo.
Volevo anche io prendere parte a quelle giornate che da fuori sembravano così appaganti.

Non so che vita avrei voluto vivere se non avessi fatto la radio.
Certamente avrei voluto parlare. Parlare con la gente, gente diversa per aspetto, forma, gusti.
Avrei voluto fare amicizia con questa gente e avrei fatto un sacco di domande.
Sii curiosa diceva Matteo – radiofonicamente parlando – ai tempi di Petrazza.
Avrei voluto viaggiare, camminare, scoprire.
Però non sarebbe stato abbastanza.
Non sarebbe stato magico come fare la radio.
Come parlare con la gente davanti ad un microfono e far conoscere quelle storie anche ad altri. A quelli che magari non possono viaggiare, camminare, scoprire.
Mi sa che stavolta mi trovo nel luogo giusto al momento giusto.
Stay Tuned, Stay RadioStreet!

di Alessandra Mammoliti