GeoStreet – in viaggio con Roberto Grano

GranoUna delle novità di quest’anno è GeoStreet – in viaggio con Roberto Grano.
Roberto Grano, classe 1990, laureato in Scienze Geofisiche all’Università di Catania con una tesi sperimentale in vulcanologia fa lo speaker per passione e quando non fa radio va in giro tra i vulcani e non solo per scoprire i retroscena naturalistici della nostra Terra.
Oggi Roberto ci porta sull‘Isola di Ischia.
Buon Viaggio!

L’isola di Ischia è la manifestazione superficiale del complesso vulcanico campano, precisamente è la parte più occidentale dei Campi Flegrei: si tratta, infatti, di un vulcano emerso che si erge per 900m dal fondale del Mar Tirreno e la sua cima più alta è il Monte Epomeo che raggiunge una quota di 787 metri dal livello del mare.
L’ultima attività del vulcano Monte Epomeo risale al 1302 d.C.

Tra le eruzioni più importanti annoveriamo l’evento definito del Tufo Verde risalente a 55.000 anni fache liberò una quantità di energia e materiale tale da essere depositato fino alle Isole Eolie. Ischia è sottoposta a un regime tettonico distensivo, tipico del margine tirrenico e della catena appenninica, tale da controllare persino la sua attività vulcanica tramite sistemi di faglie orentati NordEst-SudOvest e fratture NordOvest-SudEst.

L’isola di Ischia è da sempre soggetta ad attività sismica superficiale dovuta alla risalita di un Duomo
Lavico
sotto la sua superficie. La fonte storica più antica che ci fornisce nozioni riguardo la sismicità
dell’area risale al 1228 e negli ultimi 800 anni si hanno notizie e registrazioni degli eventi che localizzano
la maggior parte degli epicentri nell’area a Nord dell’isola stessa.
L’evento sisimico più recente e più disastroso è quello del 1883 registrato a Casamicciola – epicentro
dell’evento dello scorso agosto – che causò 2333 morti. Quest’evento fu il primo grande terremoto
successivo all’Unità d’Italia: grazie a questo evento il neonato stato Italiano promulgò la Prima
legge sulla Sicurezza Sismica in Italia.

Dopo questo terremoto si registra un periodo di quiescenza sismica, a parte alcuni eventi isolati e di bassa
energia avvertiti all’inizio del secolo scorso e sporadiche microscosse registrate nei passati 20 anni nella
parte settentrionale dell’isola. La ricca documentazione relativa al terremoto del 1883 ha permesso la
ricostruzione dettagliata dei suoi effetti su 3.917 edifici in 249 siti dell’isola.

La complessa morfologia del territorio può contribuire all’incremento degli effetti di un futuro terremoto a Casamicciola, Lacco Ameno e Forio, dove i danni del terremoto del 1883 furono ingenti nelle zone caratterizzate da profonde incisioni del suolo o da forti variazioni di pendenza e dove furono osservati depositi di numerose frane.
I dati storici consentono di identificare il versante settentrionale del Monte Epomeo come l’area con la maggiore
densità di epicentri, mentre l’analisi degli effetti del terremoto e la tettonica permettono di valutare il
campo di stress che ha generato i terremoti.

Carta geologico-strutturale dell’Isola di Ischia:
ischia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Abitazioni distrutte dal terremoto dello scorso agosto a Casamicciola:

 

 

foto ischia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Credits to: Dott.ssa Ileana Santangelo.

BIBLIOGRAFIA :
Acocella, Funiciello 1999: The interaction between regional and local tectonics during resurgent doming:
thye case of the island of Ischia, Italy.

Molin, Acocella, Funiciello 2003 : Structural, seismic and hydrothermal features at the border of an active
intermittent resurgent block: Ischia Island (Italy).

Luongo Giuseppe 2016: Ambiente, Rischio, Comunicazione : Il vulcano Ischia – Capitolo 2