Nella Terra dei limoni approda il nuovo e originale video firmato Unime

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Tra Rap e Classica, il remake dell’inno goliardico per eccellenza che ha incantato il Teatro Antico di Taormina: ne parliamo con il regista Fabio Schifilliti, il produttore Christian Bisceglia e il Prof. Marco Centorrino, Delegato del Rettore alla Comunicazione di Ateneo

Una scommessa azzardata e vinta in cui echeggiano i suoni ed i ritmi di un musical stile americano ma tutto made in Sicily. Un progetto, quello commissionato dall’Ateneo messinese, che ha saputo sorprendere tutti, per l’originalità e per la voglia di mettersi in gioco. Un modo nuovo per far conoscere il nostro Ateneo alla città, specialmente ai giovani. Ed è proprio coinvolgimento la parola più adatta per descrivere questo progetto; una partecipazione impegnata e consapevole di tutti, cantanti e figuranti, professori e alunni, cani dalla zampetta tremante e pitoni. Capace, con quel cenno goliardico, di raccontare quello che si trova dietro i muri portanti e le colonne dei nostri dipartimenti, anzi ciò che li sorregge: un corpo unito, che non si nutre solo del sapere delle dispense e degli appunti presi di fretta, ma della collaborazione e dell’impegno di tutti, della sinergia e della volontà di mettere a disposizione tutto ciò che si ha in un circuito di conoscenza e comprensione. Si sono abbattute le barriere tra i professori in giacca e cravatta e gli studenti del “vabbè, anche oggi, si studia domani”, e, alla fine, si è approdati sullo Stretto, dove si ritorna ma da dove forse non si parte mai. 13 mila visualizzazioni, 145 like su youtube per un’Università non diversa in sé, ma vista in maniera diversa, più bella, più propria, meno austera e per quello che è: alla portata di tutti e per tutti. Un video, e anche un Ateneo, che ci facciamo raccontare dal regista Fabio Schifilliti e dal produttore e autore Christian Bisceglia, insieme al Prof. Marco Centorrino, Docente di Sociologia dei Processi culturali e comunicativi, Delegato del Rettore alla Comunicazione di Ateneo. Che altro dire, dunque, Gaudemus Igitur!

Fabio, un video divertente, goliardico e giocoso che ha coinvolto sia studenti che professori: come è stato dirigere un video con questo mix esplosivo?
“ E’ qualcosa di nuovo. In realtà quando Christian Bisceglia, in veste sia di produttore che autore, mi ha proposto questo lavoro immaginato come un musical all’americana che vedeva insieme studenti, professori, dottorandi, mi è sembrato un tantino forzato. Ciò che forse mi intimoriva di più era la novità assoluta di un prodotto simile, visto che siamo solitamente abituati al classico video istituzionale. Ero scettico e non ho potuto proprio fare a meno di chiedergli se fosse sicuro di questa idea. Poi, quando abbiamo cominciato a metterci veramente all’opera e abbiamo affidato a Francesca Nicotra la trascrizione del testo, mi sono reso conto che poteva venir fuori una cosa veramente simpatica. Da li sono iniziati i sopralluoghi nei vari dipartimenti per cercare di capire dove si potevano girare le scene; durando il video pochi minuti ed ogni scena dedicata ai vari dipartimenti pochi secondi, ci siamo impegnati a caratterizzare al massimo i vari spezzoni per permettere al pubblico di riconoscere e capire immediatamente dove eravamo. Superato questo primo step, io e Francesco Di Giovanni, direttore di produzione (che in realtà ha assunto in questo caso anche il ruolo di sceneggiatore dello spot) ci siamo messi a tavolino per capire come andavano girate le scene. Ed è da qui in poi che è iniziato la parte del lavoro più ardua, cioè quella di coinvolgere in maniera veramente totalitaria tutta la massa di persone, fra professori, studenti e animali coinvolti nel video. Inizialmente devo dire, in veste di regista, che c’è stato un po’ di titubanza da parte dei professori, che forse avrebbero voluto una cosa più seria ed istituzionale e probabilmente, piuttosto che un lavoro che poteva sembrare ad un primo sguardo qualcosa di un po’ più giocoso. Poi, però, notando che la cosa diventava sempre più grande, impegnativa e professionale e che, soprattutto, vedeva coinvolte sempre più persone anche loro ne hanno compreso l’importanza, impegnandosi sul set e lasciandosi andare. Ammetto che questa è stata una delle cose più piacevoli: ci sono stati alcuni professori, magari particolarmente rinomati per le loro serietà, che alla fine si sono resi i più elastici e giocosi.”

Avete realizzato un video estremamente piacevole da guardare. Ma, in quanto regista, cosa ti è piaciuto di più di questo lavoro?
“ Ciò che mi colpito e che mi ha portato ad apprezzare tantissimo questo lavoro è stata la sua capacità di abbattere quelle fantomatiche barriere fra studenti e professori. L’ho sentito in maniera particolare , più come spettatore, una volta finito, che in quanto regista, come frutto del lavoro di una grande squadra universitaria, formata da studenti, ricercatori e professori, unita per cancellare le distanze che si credono esistano. È una piccola opera che ha ci ha permesso di mostrare davvero cosa è, cosa può offrire veramente, specie ai futuri iscritti, l’Università di Messina; il tutto in maniera gioviale, divertente e alla portata di tutti. In realtà possiamo dire che questo non è un lavoro da considerare mio come regista o di Christian in quanto autore e produttore, ma di tutti coloro che hanno partecipato e hanno letteralmente messo del loro in ogni singola scena.”
Ci sono state modifiche che avete apportato al lavoro, magari proprio in virtù della collaborazione con i ragazzi e i docenti, rispetto a come lo avevate ideato?
“Questa è una cosa che mi capita sempre. E’ giusto che un regista debba presentarsi sul set con delle idee già definite, ma il grande Hitchcock diceva che si deve sempre tenere aperto un piccolo spiraglio per riorganizzare e modificare ciò che era stato inizialmente ideato. In questo caso ci è capitato diverse volte di seguire i consigli sia di alcuni studenti che professori. Per esempio, nella scena di veterinaria, abbiamo girato mettendo a stretto contatto diverse specie di animali (tante da sembrare di stare in uno zoo) e durante queste riprese sono stati veramente utili le indicazioni dei ragazzi e dei docenti: grazie a loro abbiamo capito esattamente come posizionare le varie figure, come organizzare le entrate e le uscite di scena reciproche per evitare che ci fosse la possibilità che si spaventassero a vicenda. Ci sono state anche delle scene, come quella di medicina, in cui paziente partecipa e canta in coro con gli altri mentre è sotto i ferri. È stata una scena fortemente voluta dal Rettore e, ovviamente, anche in questo caso, non essendo esperti di medicina, ci siamo affidati ai consigli dei professori per rendere il tutto il più credibile possibile. Alla fine è venuto fuori uno sketch molto carino! Si è creata una forte sinergia tra noi, gli studenti ed i professori. Un’altra collaborazione veramente ben riuscita è stata quella tra Francesca Nicostra, l’esperta di origini napoletane a cui ci siamo rivolti per la trascrizione del testo, e Vincenzo Citto che non ha davvero interpretato il testo rap, adattandolo alla sua anima e a quella della Sicilia.”

Oltre che essere presenti le diverse sedi dei dipartimenti, nel video è possibile anche apprezzare la bellezza del nostro Stretto che diventa altro grande protagonista del vostro lavoro.
“Si, soprattutto nella parte rap. Se dobbiamo dirla tutta e se posso svelare un piccolo segreto, la parte del rap, realizzata con lo sfondo dello stretto, è stata fortemente voluta da Christian Bisceglia, mentre tutti noi della troupe, io compreso, eravamo molto scettici su questa scena…la vedevamo veramente male! Lui era l’unico convinto della cosa. Personalmente lo vedevo già un video abbastanza ostico da realizzare, soprattutto per la questione del profilo istituzionale che poteva risultare un po’ mancante. Sono stato un po’ titubante fino a quando non l’abbiamo girata. Solo all’ultimo ciack, infatti, ho capito che ,alla fine, si sarebbe rilevata probabilmente la scelta migliore che potevamo prendere. Spesso l’autore e il produttore hanno maggiore lungimiranza del regista e Christian ne ha dato piena prova . È stata una parte veramente ben interpretata e sentita, capace di innalzare e valorizzare veramente . Ci fa ricordare, nonostante tutto, da dove veniamo; del contatto forte, del richiamo agreste ed intenso, del senso di appartenenza che non possiamo e dobbiamo ignorare. Ovunque andiamo, qualunque cosa facciamo, è qualcosa che ci portiamo dentro. Qualcosa che ci vive dentro e di cui dobbiamo essere fieri! Insomma, è stato un omaggio alla nostra terra e al nostro essere siciliani.”

Fabio, parlando di retroscena, qual è stata la cosa più divertente che è successa sul set?

“ Guarda, di retroscena divertenti ce ne sono stati molti. Mi ha fatto veramente ridere quando, mentre riguardavamo sulla schermo da 55 pollici la scena di veterinaria appena finita di girare, ci siamo resi conto che il cane entrato in scena in braccio allo studente aveva la zampetta che gli tremava. Non ci siamo proprio potuti trattenere dalle risate…ha fatto così tanta tenerezza che abbiamo un’ora buona a riempirlo di carezze e coccole. Alla fine, per fortuna, si è tranquillizzato. Altra volta in cui siamo scoppiati dalle risate, sempre a veterinaria, ha avuto come protagonista il pitone gigante. Man mano che giravamo i ciack, si stringeva sempre di più intorno alla solista che lo teneva. Ovviamente ad un certo punto la poverella ci ha detto: <Ragazzi, facciamo una pausa per favore? Che tra poco io qui schiatto!>. Infine, memorabile, quella girata con i ragazzi di Scienze cognitive e il piccolo Nao, veramente fenomenale! È una specie di robottino utilizzato per assistere per esempio i bambini affetti da autismo, per far vedere loro espressioni e movenze varie. È totalmente programmabile e gli si può far fare qualunque cosa…e ovviamente con noi ha fatto tutto l’opposto: proprio quando noi dovevamo girare la scena, lui ha deciso di addormentarsi e non c’è stato modo di smuoverlo. Naturalmente è stato dopo che abbiamo finito che ha improvvisamente deciso di svegliarsi cominciando a ballare! A quel punto ci siamo guardati e ci siamo detti: <Vabbè, o adesso o mai più!>”

Una delle ultime strofe del testo dice “Il sapere vince sul buio”…
“La conoscenza è sempre la forma più alta, la risorsa più preziosa che possiamo possedere. Anche perché ci porta e ci aiuta a fare veramente del bene. Guerre e intolleranze sono sempre il frutto marcio dell’ignoranza di qualcuno. Per questo credo che lo scopo stesso della nostra vita sia proprio la conoscenza, che è direttamente proporzionale alla saggezza. Studiare, conoscere…questo è quello a cui dobbiamo mirare. Parliamo tanto di realizzazione, a volte anche in termini limitati, come quella semplicemente economica. Per me ha tratti diversi, è più personale, e la conquisti quando scopri, viaggi, entri in contatto con nuove culture e lingue…per farla breve quando riesci ad aprirti agli altri. Mi sento tranquillamente di dire che la vera differenza tra la conoscenza e l’ignoranza sta proprio qui, nell’abbattere le barriere (tanto per riparlare di distanze annullate). Insomma, alla fine, più si cerca di scoprire, di avvicinare piuttosto che allontanare, più riusciamo ad arricchire e nutrire la nostra anima.”

Christian, sei l’ideatore e produttore del video, la domanda è d’obbligo: come è nata quest’idea?
“Diciamo che la mia corrisponde ad una figura che in Italia non esiste e che in America è conosciuto come executive producer o anche produttore creativo. In realtà l’idea mi è stata sottoposta dall’Università per produrre quello che è di fatto un videoclip musicale. L’ispirazione è nata quando ho potute vedere come, come mi hanno fatto notare il Rettore e il Prof. Centorrino, in alcune Università internazionali vada molto in voga la reinterpretazione dell’inno universitario come un vero e proprio video musicale. Una volta compreso di cosa si trattava, come produttore creativo, mi sono messo all’opera per cercare i vari esperti e collaboratori per la realizzazione del video. Per esempio la scelta sulla regia è ricaduta quasi subito su Fabio, visto che avevo avuto la possibilità di vedere parecchi dei suoi lavori. È un ragazzo volenteroso e ben radicato nel territorio, entusiasta e veramente appassionato del suo lavoro. In più avevo già collaborato con lui in passato, quindi sapevo che lui sarebbe stata la scelta ideale per dirigere le scene. Naturalmente non è da meno il resto della troupe che ha veramente lavorato sodo alla realizzazione del progetto.”

“Nuove leggi, nuovi arcani, è un’impresa da titani”; lo è stato coniugare Rap e Classico?
“No, in realtà coniugare le due cose non è stato affatto un’impresa impossibile. All’inizio la troupe era un po’ scettica, ma era una cosa a cui tenevo. In un certo senso avevo in mente un video che iniziasse in maniera diciamo “classica”, con coro e toghe al seguito, che poi piano piano cambiava, prendeva un ritmo diverso in una specie di crescendo. Alla fine ho detto a tutti:< Ragazzi, qui ci vuole qualcosa di forte!>. Così dopo le prime perplessità, una volta girati i primi ciack, abbiamo visto che funzionava benissimo; che non stonava ma anzi, era una sorta di completamento del lavoro che stavamo facendo. E forse mi ripeto, ma tanto è dovuto anche alle persone che si sono impegnate in questo lavoro: da noi che questo mestiere lo facciamo da anni, agli alunni e professori. Ed è anche per questo che non capisco determinate critiche, nate a volte da un informazione non precisissima. Quello che abbiamo presentato è stato un lavoro nato in occasione della Cerimonia di Consegna dei Diplomi di Laurea, non uno spot promozionale! Le critiche, che si sono soprattutto scatenate sulla durata giudicata eccessiva per uno spot, sono sempre ben accette, ci mancherebbe, ma se supportate da una conoscenza ed informazione esatta. Dico, l’informazione è veramente strana a volte: informatevi bene prima di esporre giudizi! A me può dispiacere per i ragazzi, che magari sono meno abituati, però per il resto, chiunque fa il nostro lavoro è sottoposto a giudizi anche errati. Al di là delle critiche più o meno esatte, l’importante è che sia piaciuto a chi doveva piacere. Durante la cerimonia, per dire, ha suscitato parecchio entusiasmo, tanto da portare anche al bis!”

Ci sono state difficoltà che avete dovuto fronteggiare durante la realizzazione del video?
“No, questo non direi, anche perché sapevamo perfettamente cosa ci aspettavamo. Più che altro eravamo poveri di mezzi, una troupe ridotta…un conto, ovviamente, è dover lavorare con 60 persone; un altro è quando si è in 5 circa. Avevo il ruolo del produttore, ma quando il produttore si vede a terra sporco, che fa? Scopa e paletta, pulire… quando lavori sull’inquadratura devi far vedere il meglio possibile. In questo senso ti adatti! Figurati che avevamo un carrello inventato da Fabio con le rotelle, era costruito in modo abbastanza funzionale. Siamo creativi, abbiamo giocato in tutto e per tutto di fantasia! Poi alla fine vengono pure i dubbi, magari, che abbiamo fatto uno spot colossal e chissà cosa penseranno su quanto abbiamo speso. Ora tra i critici ci sarà sicuramente qualcuno che se ne intende, ma sta di fatto che non era uno spot promozionale e, ovviamente, anche le spese sono diverse. Tanto per fare qualche altro esempio: gli spot hanno una durata standard, che va circa dai 15 sec ad un massimo di 1 min, ma non 5 min e passa. In uno spot non fai vedere i titoli, mentre nel nostro giustamente erano presenti.”

Con Fabio abbiamo parlato anche della presenza di elementi caratteristici e caratteristici, come per esempio lo Stretto…
“In questo caso l’ispirazione l’ha suggerito il testo stesso. Ci siamo permessi di essere un po’ didascalici: “progettiamo innovazione, sotto l’ombra du piluni”, in dialetto ovviamente per dare più senso di appartenenza. Far vedere il pilone e lo stretto che caratterizza la nostra città, dare spazio ad un luogo così bello ed identificativo era qualcosa che non potevamo non fare!”

Cosa ti ha colpito di più di questo lavoro?
“Sicuramente il luogo dove lo abbiamo potuto realizzare, per non parlare dell’accoglienza dei ragazzi, con le urla e gli applausi a scena aperta durante la cerimonia: aver avuto il loro entusiasmo e la loro attenzione in un giorno in cui interessava principalmente altro è una cosa che ha dato grandi soddisfazioni a tutti!”

Christian, chiedo anche a te cosa ne pensi di una delle ultime frasi del testo: “il sapere vince sul buio”
“Qui i complimenti sono da fare a Francesca Nicotra, talmente brava da coniugare l’ironia del testo con delle zampate di contenuto. Personalmente associo il termine conoscenza non solo al sapere diciamo nozionistico, ma soprattutto al saper vivere! All’essere veramente educati alla vita e alla bellezza, al rispetto soprattutto, e non solo delle persone, come un faro che ispira e guida nell’agire. È una cosa che ho visto con i ragazzi…ecco, forse in questo senso mi posso permettere di pensare che siamo stati dei bravi comunicatori.”

Professor Centorrino, quest’anno l’Ateneo ha deciso di realizzare un video poco “istituzionale”, goliardico e divertente, diverso da quelli degli anni precedenti: qual è il motivo che ha portato alla nascita di questo lavoro così sui generis? Quali gli obiettivi specifici che l’Università voleva raggiungere?
“Il video è stato ideato, innanzitutto, in funzione della Cerimonia di Consegna dei Diplomi di Laurea, che viene organizzata ogni anno al Teatro Antico di Taormina. Abbiamo pensato a una presentazione che potesse avere un giusto livello di autoironia, per sorprendere, ma anche per fare vedere che il mondo accademico non è così “ingessato” come, a volte, si pensa. D’altronde, nel presentare l’Università di Messina si devono tenere presente, da un lato, i quasi 500 anni di storia, ma dall’altro occorre pure trasmettere l’idea di un Ateneo al passo con i tempi e in grado di dialogare con le generazioni più giovani.”

Come è nata la collaborazione con l’autore e produttore Christian Bisceglia ed il regista Fabio Schifilliti?
“L’Università aveva supportato Christian Bisceglia, lo scorso anno, nella realizzazione del suo film “Cruel Peter”. Da lì è nato un rapporto di collaborazione, che ci ha portato a pensare a lui quando abbiamo “messo in cantiere” questo video. Lui ha accettato con entusiasmo, ma ci ha chiesto di utilizzare uno staff messinese, guidato appunto da Fabio Schifilliti. Per noi tutto ciò ha rappresentato un valore aggiunto, visto che tra l’altro diversi dei professionisti impegnati nella realizzazione del video sono nostri laureati.”

Musica classica e rap uniti per valorizzare i punti di forza dell’Università, alcuni conosciuti ed apprezzati, altri probabilmente inediti. Quali sono le novità presenti nel Piano dell’offerta formativa per il nuovo Anno Accademico?
“Quest’anno la principale novità dell’offerta formativa è costituita dall’attivazione del Corso triennale in “Scienze e Tecnologie della Navigazione” presso il Dipartimento di Ingegneria. Nella sede di Noto, poi, si potrà frequentare anche il Corso triennale in “Scienze e Tecniche psicologiche”. E, ancora, tra le lauree magistrali, sono stati rinnovati alcuni corsi.
Accanto al lavoro svolto per progettare la nuova offerta, c’è sempre un grande impegno per potenziare i servizi e le agevolazioni agli studenti. La principale novità è rappresentata dalla cosiddetta “No Tax Area”, grazie alla quale immatricolati e iscritti con un indicatore ISEE-U inferiore ai 30mila euro potranno godere di significative riduzioni sulle tasse (fino all’esenzione totale). Parallelamente, riproponiamo programmi innovativi, quali quelli legati alle residenze (con “Casa Unime”, i fuori sede possono ottenere il rimborso delle spese di affitto), ai trasporti e alla premialità del merito.”

La standing ovation al Teatro di Taormina per la presentazione del video accompagna, a breve distanza, un bilancio per l’Ateneo che anche quest’anno si è rivelato essere più che positivo.
“È stato un anno contrassegnato da alcuni risultati importantissimi. Primo tra tutti, quello legato alla Valutazione della Qualità della Ricerca, effettuata periodicamente da un’agenzia ministeriale: Unime ha fatto registrare la migliore performance nazionale. L’Ateneo, poi, è risultato tra i primi 10 in Italia per incremento di immatricolati. Inoltre, siamo tra le prime 5 università ad avere approvato il Bilancio Consolidato. Sono soltanto alcuni dei risultati raggiunti, ma l’elenco è lungo. Dietro tutto ciò, c’è un lavoro quotidiano, che coinvolge tutta l’amministrazione.”

Successo sui social e sul web per un video che mostra un Ateneo ancora più aperto non solo al 2.0, ma soprattutto al coinvolgimento di tutto il corpo universitario.
“Il concetto di comunità accademica non può prescindere da un coinvolgimento di tutte le componenti dell’Università. La coesione tra studenti, docenti e personale tecnico amministrativo è la base per lo sviluppo e la crescita di ogni università. L’idea di fondo del video è proprio questa.”
“Il sapere vince il buio”: frase, esclamazione quasi, scelta non a caso per concludere il testo della canzone…
“Nella società contemporanea la conoscenza è, più che mai, strumento essenziale. Non a caso, i Paesi più virtuosi hanno investito proprio in cultura e conoscenza per uscire dalla crisi economica degli ultimi anni ed i risultati di questa scelta sono stati più che positivi.”

di Serena Iudica