Accorinti, Dylan, la Siae e lo scontrino della limonata al sale

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È una tiepida domenica mattina: a Messina, in pieno centro città, ci sono dei lavoratori in protesta nella piazza principale con un presidio permanente. Sono i cosiddetti ex Serviral, riunitisi nell’Isola Cairoli. Verso di loro, ad un tratto, spunta un tizio in felpa e pantalone chiaro, afferra una chitarra e canta Blowin’ in the Wind. Il tizio in questione è il sindaco Renato Accorinti. Decine di presenti riprendono la session musicale con iPhone e smartphone e il video rimbalza sui social diventando presto stravisto. La faccenda è grave, gravissima! Per una serie di motivi che andiamo ad analizzare:

1. Va evidenziato come il primo cittadino, nonostante le rimostranze del vicino di casa del cugino del nonno del l’ambasciatore cinese, abbia proseguito imperterrito ad indossare indumenti arrecanti la scritta Free Tibet;

2. Diciamolo chiaramente: Blowin’ in the Wind è un capolavoro e Accorinti non le ha minimamente reso giustizia;

3. Un non meno importante e decisamente utile argomento in favore dei suoi accaniti oppositori (ma dove saranno mai sti accaniti?), il sindaco non ha pagato la Siae per quella esibizione in piazza. Fatto clamoroso! Ed è inutile si adducano spiegazioni del tipo “non era mica un concerto” o “si trattava di un presidio di lavoratori”. Lui non ha pagato la Siae e forse ha anche preso un cappuccino o una limonata al sale al chiosco. Aspettiamo che qualcuno spulci le spese del mese per vedere se vengono fuori rimborsi relativi.

Non va sottovalutato inoltre il messaggio subliminale che sta dietro la scelta della canzone cantata con chitarra al seguito: è evidente la maniacale fissazione di Accorinti per i premi Nobel. È chiaro che c’è qualcosa sotto: lo vuole anche lui. Sicuro! Non si spiega altrimenti. Prima l’amicizia con Fo, poi l’invito al Dalai Lama, adesso Bob Dylan.
E a proposito di Dylan… Il sindaco sfuggito alla sfiducia, dopo non aver battuto ciglio in aula mentre alcuni dei presenti intonavano Bella Ciao, ha compiuto un ulteriore gesto di ribellione scegliendo tra tutte proprio una canzone di Bob Dylan: uno che non si è neanche degnato di andarlo a ritirare il Nobel… Avrebbe potuto recitare il Liolà di Pirandello, una poesia di Carducci, leggere ad alta voce Canne al Vento della Deledda. Loro almeno non l’hanno schifato il premio. Adesso che altro dobbiamo aspettarci da “sto tizio”? Una cittadinanza onoraria a Stephen Hawking se gli conferiscono l’onorificenza per lo studio sui buchi neri, rivendicando di avergliela ispirata con la propria esperienza da amministratore vs consiglio comunale? A voi la scelta di decide chi siano i buchi neri tra i due…

Eleonora Urzì Mondo