Grazie al Fazio

24 giugno 2015 What's Up
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Grazie al Fazio

Una sera di agosto dell’anno scorso, durante una delle serate sobrie e rigorosamente analcoliche tipiche dello staff di Radiostreet, in una pausa durante il rosarione settimanale al Le Roy, chiesi sbiascicando a Fabio Fontanaro: “Ma come caxxo si può chiamare questo programma? Ci vorrebbe un titolo che già dica qualcosa di noi e di quello che vogliamo fare” e lui, mentre si strappava il cilicio dalla coscia, rispose immediatamente “Grazie al Fazio!”. Il resto venne da solo.

I patti con i grandi capi, ovvero con Alessandra Mammoliti, sono stati subito chiarissimi: informazione nazionale, dissacrante, politicamente scorretta, che non guarda in faccia nessuno, col solo e benedetto intento di rompere le palle senza sosta. Regalare, insomma, ai poveri automobilisti messinesi in fila all’interno delle loro macchine intenti ad insultarsi a vicenda, tra le 12 e le 13, un pò di sanissima sdrammatizzazione della realtà.

L’intera stagione può essere divisa in tre fasi scandite dall’accompagnamento di tre diverse “seconde” voci. Nella prima a farmi compagnia è stato Alberto Bernava con il quale il bambino è venuto al mondo, con il quale abbiamo un pò preso in giro l’attuale amministrazione (con “Renato calling”) e i ragazzi del Pinelli (col “Call center Pinelli”) grazie alla preziosa collaborazione di due insostituibili amici e professionisti: Angelo Campolo e Maria Pia Rizzo.

Poi è stata la volta di Laura Lipari, Alberto, pur impegnandosi, non riusciva ad essere fisicamente stimolante; con lei ancora tante notizie divertenti e la fase “Scherzi telefonici” dove a fare le spese del nostro cazzeggio sono stati proprio i messinesi. Gli insulti ricevuti e le proposte oscene a Laura, resteranno ricordi preziosi che serberò con cura fino alla morte (che ho sfiorato più volte dal ridere!).

Durante l’ultima fase della stagione, invece, a farmi da spalla è arrivata Arianna “Arifallax” Capizzi; frizzante, solare, avanti e spiazzante come un gol che precede il cross; si può benissimo dire che in questa occasione, “Grazie al Fazio”, è rimasto vittima di se stesso dato che le prese in giro hanno puntato il loro cannone proprio contro di noi, noi inteso come nostra generazione allo sbaraglio. Notizie bizzarre dall’Italia e dal mondo, uomini e donne che meritano di avere la vetrina che si sono faticosamente guadagnati a colpi di minchiate.

Nel tirare le somme non posso certo dimenticare di ringraziare tutti coloro che hanno partecipato saltuariamente al programma, gli zii di “Grazie al Fazio”, come Roberto Minasi che ha curato la nostra pagina Facebook; Alessandra Mammoliti e Vittorio Giorgio, altri due cinture nere di cazzeggio, che mi hanno tenuto spesso compagnia sempre con la massima disponibilità; i ragazzi de’ “A Famigghia”, tre spettacolari cialtroni che hanno portato in studio un gran casino; e Lady Alfreda Soul, in ultimo, che ci ha insegnato con i suoi testi ed i suoi consigli musicali, a leggere il mondo proprio come piace a noi: al contrario. Insomma, “Grazie al Fazio” è diventato, durante tutto l’arco della stagione, una specie di open space dove tutti hanno trovato, almeno per un’ora, il loro angolino dove poter ridere degli altri e di se stessi. Ma il programma, capoccia permettendo (e non la vedo facile!), ha ancora molto altro da dire e le idee non mancano di certo. Ora è tempo di riposare un pò, congelare Alfredo Reni in attesa di riportarlo in vita a settembre, scollare il direttore Soraci dalla scrivania, riportare Antonio Marzo nella comunità di selfie-maniaci e ritirarci in convento per pregare ed espiare le nostre colpe in ginocchio sui ceci illuminati dalla sacra luce che proviene dall’Altissimo Presidentissimo Luciano Fiorino, il nostro “Boss Artiglio”. Ma tanto sappiamo tutti che Radiostreet, la seconda casa nostra e dei tanti che ci ascoltano, tornerà prestissimo a raccontare Messina sotto ogni punto di vista possibile, e con lei tornerà anche “Grazie al Fazio”, non so cosa abbiate fatto per meritarvelo ma dev’essere stato qualcosa di particolarmente grave.