Radio che vai Tirocinante che trovi

IMG_3987

Ma la ricordate quella bellissima sensazione di quando a liceo, in questo periodo, si respirava già l’estate?
Gli zaini si alleggerivano e le T-shirt a maniche corte prendevano il posto di cappottoni e cappelli.
Anche per i nostri tirocinanti la sensazione più o meno deve essere quella, certo ci sono gli esami universitari, la sessione estiva, gli appelli rimandati, le crisi d’asma però si arriva alla fine di un percorso come quello del tirocinio in radio. Vi abbiamo sicuramente già raccontato di come RadioStreet è un laboratorio formativo a tutti gli effetti. Due sono i motivi che rendono RadioStreet un’officina creativa come ci piace descriverla: la convenzione stipulata ormai da anni con l’Università di Messina e i tantissimi giovani che ogni giorno si approcciano – nella gran parte dei casi – alla loro prima esperienza lavorativa.
Al momento siamo riusciti ad individuare quattro categorie di tirocinanti:
Il preciso: arriva in orario, finisce in orario ed è sempre pronto a sventolare il suo libretto delle presenze
Il pasionario: crede nella causa e vuole salvare dal male del mondo la radiofonia
Lo sbarazzino: arriva quando meno te lo aspetti e poi scompare nel nulla
Lo schiavo: colui che viene “vessato”, lo spremi perché in lui hai visto il fuoco radiofonico e alla fine parla la tua stessa lingua

La soddisfazione più grande per noi streeters è veder crescere questi ragazzi. E quando intuisci che hai trasmesso loro qualcosa ti senti fortunato perché capisci che RadioStreet è giovane fatta da giovani.