Dopo il sequestro di beni per 50 milioni dello scorso Giugno, gli uomini della DIA irrompono nuovamente nelle sedi delle imprese Pellegrino

Ad essere posti sotto sequestro probatorio sono stati questa volta computer e una grossa mole di documentazione amministrativa e contabile presenti nei locali della Messina Calcestruzzi, Messina Scavi e La Marina. Secondo gli inquirenti i due fratelli Domenico e Nicola Pellegrino avrebbero continuato la loro attività di forniture di calcestruzzi e materiali edili anche dopo l’inibizione dalle cariche sociali subìta qualche mese fa dal Tribunale di Messina nell’ambito dell’indagine denominata LUX. I due fratelli si sarebbero serviti di alcuni prestanome per coninuare a imporre le proprie forniture a quasi tutti i cantieri della città, probabilmente grazie anche alla loro vicinanza con la criminalità organizzata. Il materiale edile fornito sarebbe inoltre di scadente fattura; questo potrebbe venire fuori dall’ analisi della documentazione sequestrata.

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